18 mar 2025

Alberto Cei e la psicologia applicata al TT

 

Alberto Cei

Ho trovato un video interessante di psicologia applicata allo sport, e in particolare il tennistavolo, al link su Youtube del canale FITET al link seguente:

Psicologia applicata al TT

Anche se il video è datato 2021, lo ritengo molto utile ed interessante. Sono circa 50 minuti ben spesi per chi vuole approfondire l'argomento in oggetto.

Alberto Cei è un esperto di psicologia sportiva e tra le diverse attività lavora come mental coach con la nazionale italiana di tennistavolo.

Alberto gestisce un blog dove scrive di psicologia dello sport (albertocei.com) dove oltre a trovare post di psicologia dello sport, descrizioni delle sue attività e dei libri pubblicati, si possono leggere anche suoi articoli specifici sul tennistavolo.

Durante l'intervista, spiega che oltre l'80% dei campioni olimpici sono seguiti da psicologi o mental coach - non perché abbiano problemi psicologici, ma per migliorare le loro prestazioni.

Dopo aver visto attentamente il video, ho fatto con l'aiuto di Claude AI un riassunto, l'ho adattato e scritto meglio e poi ho sviluppato e cercato di spiegare ulteriormente i concetti fondamentali espressi da Alberto tramite risorse facilmente reperibili in rete arricchite da alcune mie minime personali considerazioni.

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La psicologia sportiva si differenzia dalla psicologia tradizionale perché si concentra sul miglioramento della prestazione piuttosto che sulla cura di patologie.

Alberto suggerisce quattro abilità mentali o esercizi fondamentali che ogni atleta dovrebbe allenare:

1) Autocontrollo attraverso la respirazione profonda o respiro consapevole.

Tra le numerose tecniche di respirazione, il respiro consapevole presuppone di staccare un momento dalle attività che compiamo per concentrarsi su noi stessi. Si tratta di una tecnica utilizzata anche nella mindfulness. 

Per iniziare non occorre nulla fuorché concentrarsi.

Cosa e come fare? 

- Rimanete dove siete, purché siate in una posizione comoda. Si può ascoltare il proprio corpo stando seduti sul bus, alla scrivania, sdraiati a letto o sul divano, anche stando in piedi in un luogo chiuso o in un prato.

- Inspirate ed espirate senza alcuna forzatura, cercando però di ascoltare il corpo.

- Inspirate lentamente e profondamente immettendo nell’organismo aria attraverso il naso.

- Prestate attenzione a come la pancia e il busto si espandano per far posto all’aria in entrata.

- Espirate sentendo l’aria fluire via dal corpo. In questi istanti pensate a una parola che vi tranquillizzi e pronunciatela. Potete utilizzare calma, pace, quiete o sicurezza. Parole che allentino la tensione.

- Inspirate ancora pensando al flusso d’aria che si avvicina al corpo per poi entrarvici.

- Espirate pensando di espellere tutti i pensieri negativi che affollano la mente. La paura, la frenesia, il dolore, vengono espulsi con il respiro e lasciano il corpo.

- Continuate con l’esercizio ponendo l’attenzione su come il corpo si modifica con la respirazione. Non forzate in alcun modo il respiro, anzi seguitelo pacificamente. Ricordate di ripetere parole gentili quando inspirate e di liberarvi di pensieri negativi quando espirate.

- Ripetete l’esercizio per 2 o 3 minuti.

- Come per tutti gli esercizi però è preferibile eseguirla con costanza almeno 3 volte al giorno. 

Questo tipo di respirazione è una delle più semplici alle quali approcciarsi se si vuole ridurre l’ansia o lo stress e si è alle prime armi. Alberto suggerisce di utilizzarla prima di ogni incontro (almenno 10 atti respiratori almeno eseguiti in questo modo).

In questo modo ci si allena alla concentrazione e si diminuiscono le distrazioni. Qualora non riusciate a concentrarvi durante l’esercizio, non rinunciate, anzi, tentate più volte di riportare la vostra attenzione sul momento presente e sull’attività in corso. Con la pratica e l’esercizio tutto sarà più semplice.

2)  Dialogo interiore positivo.

Riflettere dentro di sé e dirsi cosa fare, non cosa evitare. Usare frasi affermative, semplici, non dubitative.

Cosa e come fare? 

Ad esempio dirsi fra sé e sé: “fai esattamente così…”.

“Non devo giocare sul suo dritto", diventa: 
"Devo giocare sul rovescio”.

“Non devo eseguire servizi lunghi sul dritto”, diventa:
“Devo eseguire servizi corti sul dritto”

perché il cervello ragiona meglio in condizioni di stress (come ad esempio in partita) se gli vengono impartite istruzioni semplici e dirette, senza inutili fronzoli o doppie negazioni o frasi ipotetiche

        “Sarebbe meglio fare”, diventa: “devo fare”.

3)  Visualizzazione mentale delle azioni di gioco migliori.

La terza azione è l'uso dell'immaginazione, ossia ripetersi mentalmente quello che bisogna fare anche e soprattutto cercando di richiamare le sensazioni legate ai propri sensi. 

Cosa e come fare?

Esempio: se un giocatore di tennis tavolo si immagina in azione e  avere la racchetta in mano e giocare bene certi tipi di colpi eseguiti in allenamento o partite vincenti, rivive e sente fisicamente quelle situazioni e questo può aiutare a gestire certi momenti, soprattutto quelli più difficili in partita.

 Non stiamo parlando di ipnosi; richiamare sensazioni  e azioni corporee positive memorizzate è un “attrezzo” che  si chiama memoria motoria. E’ consigliabile ripetere mentalmente queste azioni mentali più volte prima e durante la partita.

4)  Imparare dall'esperienza (analizzare errori, punti deboli e punti di forza).

Imparare dall'esperienza (soprattutto dagli errori, che sono inevitabili e parte del gioco) è un concetto molto utilizzato dai professionisti, ma dovrebbe essere utilizzato a tutti i livelli. 

Tutti dovrebbero interiorizzare e capire i propri errori, facendosi aiutare da un osservatore esterno se necessario. Se non avete un allenatore o un tecnico personale non importa. Avete un amico compagno di gioco? E' il momento di chiedergli (e restituirgli) un favore!

Cosa e come fare?

Tutti devono capire cosa sanno fare bene, perché questo è importante e sostiene la motivazione, ma anche analizzare i propri errori perché li abbiamo fatti, in che situazione di gioco. E quindi fermarsi a pensare come si è giocato. L’atleta professionista  questa auto-analisi dovrebbe farsela tutti i giorni, mentre gli amatori ovviamente un po’ meno.

Imparare dall'esperienza è utile perché è importante non solo la quantità di tempo che si pratica in palestra per allenarsi e giocare, ma anche le pause e gli intervalli utilizzati a capire che cosa si sa fare, che cosa si è effettivamente fatto, che cosa si sarebbe dovuto fare meglio e che cosa si è sbagliato.

Fissare i punti di forza e debolezza (ad esempio scrivere, proprio così fisicamente scrivere su un foglio di carta utilizzando un quaderno di appunti o su un file aggiornato al computer). Ripassare questi punti periodicamente e verificare i progressi nel tempo.

Queste quattro azioni si possono insegnare anche ai bambini e sono utili e applicabili non solo nella pratica sportiva, ma anche nelle altre azioni quotidiane, come ad esempio lo studio o il lavoro.

Continuiamo con l'analisi e il riassunto degli altri concetti espressi nel video condite da alcune mie personali riflessioni.

Per mantenere la concentrazione durante una partita, è importante:

  •         Restare nel presente (concentrarsi sul punto attuale)
  •         Avere una routine tra i punti
  •         Parlare a se stessi in modo positivo ed affermativo

La differenza tra allenamento e partita.

Spesso gli atleti sanno fare certe cose in allenamento ma non riescono a ripeterle in partita perché l'abilità non è ancora completamente automatizzata o per lo stress della competizione.

Coltivare l'istinto del killer anche contro avversari più deboli.

Alberto consiglia di mantenere sempre una mentalità vincente o istinto del killer ("killer instinct") e di non adattarsi eccessivamente all'avversario, indipendentemente dal suo livello. Contro avversari più deboli bisogna comunque vincere.
E' sbagliato avere una mentalità conservativa (quella del minimo sforzo o tirare a campare per intenderci).
Magari si potrebbe sfruttare l'occasione per provare cose nuove oppure obbligarsi a migliorare i nostri colpi più deboli forzandoci a giocare proprio lì, perché presumibilmente vincerete comunque e quindi siete più liberi mentalmente dalla paura di perdere.

Per concludere, parlando dei giocatori cinesi, Alberto ne evidenzia la forte "educazione mentale" e l'allenamento intensivo che include molti aspetti psicologici.

Ringrazio la FITET e Alberto Cei per aver condiviso questo video.

Se questo post ti è interessato, scrivilo nei commenti.

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Questo post approfondisce alcuni degli argomenti già trattati qui:





14 mar 2025

Fisica e TT (1) Quanto è veloce il Tennistavolo?

 

Spesso si legge e si scrive che il tennistavolo è uno sport velocissimo e che per riuscire bene sono necessari riflessi e tempi di reazione molto brevi. Tuttavia non sempre si riesce a spiegare bene il QUANTO e il PERCHE’.

Ad esempio se vi facessero queste domande:
1)  “E’ più veloce il tennis o il tennistavolo?” .
2)   “Richiede meno tempo di reazione rispondere ad un servizio di Jannik Sinner oppure reagire ad una schiacciata di Ma Long?”
 
Per rispondere potete chiedere all’AI, ma ancora meglio potete fare qualche calcolo e rispondervi da soli applicando semplici leggi fisiche.
 
Per coloro i quali non vogliono faticare e arrivare direttamente alle conclusioni, Ecco la risposta:

"Ebbene si, il tennistavolo è più veloce del tennis, circa il doppio più veloce".
Ciò implica che nel TT sono necessari riflessi e tempi di reazione, ma soprattutto è ancora più importante l'anticipazione, ossia la capacità di prevedere ciò che accadrà in anticipo prima che accada, basandosi su esperienza, schemi di gioco e segnali corporei dell’avversario.

Sui concetti di riflessi, tempo di reazione e anticipazione ne ho parlato in un post precedente a questo link del blog:

E il tennistavolo rispetto al calcio? Un calcio di rigore sparato nell’angolino in basso al portiere, che tempi di reazione richiede per essere parato?
 
Se sei uno studente oppure un appassionato di matematica e fisica, potresti trovare questi esercizi interessanti per mettere in pratica gli studi fatti.

Se ti va di approfondire l'argomento continua quindi nella lettura di questo post.

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Premessa "secchiona" ma indispensabile.
Spesso capita che gli scienziati e ingegneri abbiano bisogno di verificare velocemente gli ordini di grandezza di un problema e si procede quindi “per approssimazioni successive”. 
Poi, dopo una prima stima, si approfondiscono i calcoli, si fanno dei modelli più realistici tenendo conto del maggior numero di variabili e parametri possibili, si affinano i calcoli e si procede alle verifiche tramite esperimenti. 

Oggigiorno, grazie alla potenza di calcolo dei computer, anche molti esperimenti possono essere simulati permettendo di risparmiare tempo nella progettazione. Praticamente tutti gli ambiti scientifici e tecnologici usano dei procedimenti simili:
 
teoria->modello->esperimento-> verifica-> riformulazione teoria
 
e così daccapo con il ciclo qui sopra fino ad ottenere un risultato comprensibile, valido, applicabile, utile allo scopo ma soprattutto verificabile.

E' esattamente come intendo fare io più modestamente qui.
Rimanendo strettamente nell'ambito TT, per i nostri scopi si tratterà di ricercare i dati e i valori delle grandezze fisiche in gioco, delle costanti e dei fattori utilizzati nei problemi e applicare qualche legge della cinematica e dinamica. 
Per verificare i risultati basterà nella maggior parte dei casi esaminare attentamente i video che si trovano in rete oppure fare qualche misura con qualche strumento facilmente reperibile insieme a tanta pazienza e buona volontà.
 
A seconda dell'interesse sul tema potrò eventualmente fare ulteriori approfondimenti con calcoli e problemi più complessi che tengano conto di altri fattori inizialmente trascurati.

AVVERTENZA IMPORTANTE: Utilizziamo per i calcoli il sistema MKSA: sistema di unità di misura che adotta come unità fondamentali il metro, il chilogrammo, il secondo e l'ampere. 
Tutte le grandezze utilizzate devono quindi essere convertite in questo sistema prima di essere applicate nelle formule. 
Ad esempio bisogna convertire i kilometri al secondo in metri al secondo. Non seguire questa regola conduce inevitabilmente ad errore nei calcoli.

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Bene, fine della premessa, bando alle ciance e cominciamo col prendere carta, matita, calcolatrice e prendere appunti.

Ma niente paura! Il formalismo matematico che utilizzerò sarà semplice ed essenziale, i simboli saranno ridotti al minimo necessario.

Per una prima approssimazione ho considerato trascurabile l’attrito con l’aria e considerare come rette (anziché parabole o altre forme più complicate, come effettivamente è in realtà) le traiettorie.
Con queste semplificazioni abbiamo una base di partenza con cui fare dei confronti equivalenti tra sport che utilizzano comunque sfere (palline o palloni).

Problema 1) Calcolare il tempo che impiega la pallina da tennis durante un servizio centrale (velocità media circa 200 km/h) per raggiungere un giocatore disposto a due metri dalla linea di fondo. Quanto tempo ha a disposizione chi riceve per prepararsi a rispondere?

In figura 1) abbiamo un campo da tennis con l'indicazione delle misure geometriche regolamentari.
figura 1

Il campo è lungo circa 24 metri e il giocatore che risponde è disposto a due metri oltre la linea di fondo.

Dati del problema e considerazioni: 
1) Distanza da percorrere:
La lunghezza di un campo da tennis è di 23,77 metri.
Il risponditore si trova a 2 metri oltre la linea di fondo.
Pertanto, la distanza da percorrere "d" è di 23,77 + 2  = 25,77 metri.

2) Velocità della pallina:
La velocità media del servizio è di 200 km/h (dato ufficiale che si ricava dalle misure pubblicate sui tabelloni luminosi dei tornei principali).

Per convertire la velocità in metri al secondo (m/s), dividiamo per 3,6: 
200 km/h / 3,6 = 55,56 m/s.

3) Calcolo del tempo:
La velocità media "v" si ottiene dividendo lo spazio percorso "s" per il tempo "t" impiegato a percorrerlo. In formula:
v=s/t

Da cui si ricava il tempo: 
t = s/v.

Quindi, il tempo impiegato è di (25,77:55,56)  = 0,46 secondi circa.

Risultato:
La pallina impiega circa 0,46 secondi per raggiungere il risponditore.

Considerazioni finali
Come ammesso prima, questo è un calcolo approssimativo. La resistenza dell'aria e la traiettoria della palla possono variare il tempo effettivo.
È importante sottolineare che anche una piccola variazione nella posizione del risponditore, o nella velocità della pallina, può cambiare, seppure di poco, il risultato.
Ovviamente ho considerato un servizio "centrale", il servizio più breve e veloce possibile. Se un servizio è angolato, raggiungerà la linea di fondo in un tempo più lungo, ma occorrerrà anche un tempo più lungo per raggiungere la pallina a seconda di come è piazzato il risponditore...

Problema 2) Calcolare il tempo (tempo di volo) che impiega la pallina da ping-pong  durante un tipico scambio molto veloce tra due giocatori disposti ad un metro di distanza dalla linea di fondo. Quanto tempo ha a disposizione ciascuno dei due giocatori per colpire in tempo la pallina?

In figura 2) abbiamo un tavolo con l'indicazione delle misure geometriche regolamentari.

figura 2

Dati del problema e considerazioni: 

1) Distanza da percorrere:
La lunghezza di un tavolo è di 2,74 metri.
I giocatori colpiscono ad un metro dalla linea di fondo.
Pertanto, la distanza da percorrere "d" durante uno scambio è: 
2,74 + 2  = 4,74 metri.


2) Velocità "v" della pallina: 70 km/h (questo è un dato tipico misurato. Una schiacciata, colpo estremo del TT può raggiungere anche i 150 km/h, ma per uno scambio veloce il valore di 70 km/h va bene.
Conversione della velocità:
Convertiamo la velocità da km/h a m/s dividendo per 3,6 come nel problema 1): 70:3,6. Si ottiene:
v=19,44 m/s (circa).


3) Calcolo del tempo:

Calcolo del tempo di volo con la stessa formula del problema 1):
Tempo = Distanza / Velocità
t = 4,74: 19,44 = 0,24 s
Risultato:
Il tempo di volo della pallina tra uno scambio e l'altro è di circa 0,24 secondi.

Considerazioni finali:
Questo calcolo fornisce un'idea del tempo di reazione necessario in uno scambio a questa velocità.
Anche senza considerare la resistenza dell'aria, il tennistavolo rimane uno sport molto più veloce del tennis.

Problema 3) Considera nello sport del calcio un tipico rigore dal dischetto degli 11 metri, calcola quanto impiega il pallone a raggiungere uno degli angoli considerando una velocità  del pallone di 100 km/h (valore molto elevato). Quanto tempo ha a disposizione il portiere per tuffarsi ed evitare il goal?

Figura 3



Dati del problema e considerazioni: 
1) Calcolo della distanza diagonale:
La porta da calcio ha dimensioni standard: 7,32 metri di larghezza e 2,44 metri di altezza.
Per semplificare, consideriamo l'angolino come il punto in cui la linea laterale della porta incontra la linea di fondo.
Utilizzando il teorema di Pitagora, possiamo calcolare la distanza diagonale:
Distanza diagonale "d"= √(11² + (7,32/2)²) ≈ 12,8 metri

2) Calcolo del tempo di percorrenza:
Utilizzando la stessa velocità media di 100 km/h (27,8 m/s), (Nota che questo valore è esattamente la metà di quello del problema 1) relativo alla pallina da tennis)

3) calcolo del tempo "t" massimo indispensabile per parare:
t = d/v
t = 12,8/27,8 ≈ 0,46 secondi

Considerazioni aggiuntive:
Questo calcolo rimane una stima. La traiettoria del pallone può essere curva, aumentando ulteriormente la distanza percorsa.
Molti rigoristi anziché la velocità cercano di spiazzare il portiere, che secondo le regole attuali può saltellare sui piedi in posizione centrale cercando così ulteriore slancio nel tuffo.

Conclusione:
Un pallone calciato verso l'angolino in basso della porta impiega circa 0,46 secondi per raggiungere la sua destinazione. Questo tempo è paragonabile al tempo di risposta al servizio nel tennis e comunque notevolmente più lungo dello scambio tra pongisti.

Conclusione finale:
I tempi di reazione degli atleti professionisti devono essere estremamente brevi e la capacità di anticipare la traiettoria della palla è fondamentale in tutti e tre gli esempi di sport considerati, ma in misura maggiore nel tennistavolo. 

Per verifica ho analizzato su Youtube alcuni video al rallentatore di scambi nel tt e ho contato circa 4 scambi in un secondo, ossia uno ogni 0,25 secondi. Proprio in linea col valore calcolato qui sopra! ;)

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Cosa ne dite? Problemi difficili? E' stato più difficile applicare le formule oppure le conversioni? Siete rimasti sorpresi dai risultati ottenuti? Scrivetelo nei commenti.


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9 mar 2025

Cattive abitudini che fanno giocare male

 


In questo post elencherò alcune cattive abitudini di gioco e come possibilmente rimediare ad esse, prendendo spunto da un ottimo video di Tom Lodziak che potete trovare su youtube al seguente link (clicca sulla foto sotto per guardare il video):


Anche se i destinatari di questo post sono soprattutto i principianti, ritengo che questi consigli possano essere utili anche ai giocatori intermedi.

Grazie all'AI i video reperibili in rete possono essere oggi trascritti e tradotti più facilmente di qualche tempo fa, esistono tool specifici e così anche chi mastica poco l'inglese può attingere a miniere di informazioni, non solo sul ping pong, of course!;)

Ecco il trascritto che ho "aggiustato" dove serviva

1) La prima cattiva abitudine è allungarsi per prendere la palla. 
 
Alcuni giocatori amano stare in posizione sempre centrata al tavolo e poi, quando la palla va da una parte, allungano le braccia per colpirla anziché muovere di più le gambe. Non puoi giocare un buon colpo quando ti allunghi così.
Puoi arrivare alla palla, ma la qualità del colpo sarà molto bassa.
Come risolvere questa cattiva abitudine? Beh, dobbiamo abituarci a muoverci con le gambe non solo con le braccia. Se la palla è angolata sul rovescio, muoviti veloce e gioca il colpo trovandoti davanti alla pallina come durante gli scambi mirati in allenamento.
Analogamente col dritto dovresti sforzarti ad arrivare sulla palla nella posizione corretta senza allungarti troppo con le braccia o al contrario giocare troppo vicino al corpo. Ricerca la posizione ideale e otterrai una qualità migliore. Quindi è una correzione piuttosto semplice, ma fa una grande differenza.
Devi insistere ad allenare e applicare bene il lavoro con le gambe.

2) La seconda cattiva abitudine è cercare di colpire la palla troppo forte troppo spesso. 
Ora, i giocatori che cercano sempre di colpire la palla con tutta la forza, quando riescono a fare il colpo, tende ad essere un colpo vincente, ma di solito ne sbagliano molti più di quanti ne riescono.
Quindi sono abbastanza inconsistenti e nel tennistavolo c'è solo una certa quantità di potenza di cui hai realmente bisogno per colpire un vincente. Se passi dal 100% di potenza la riduci magari all'80%, scoprirai che la tua consistenza migliorerà enormemente, e continuerai ad eseguire più colpi vincenti. Non è necessario distruggere il tuo avversario. Riduci la potenza, punta su un buon piazzamento, magari dare più effetto, rotazione alla pallina anziché più velocità e scoprirai che vincerai molti più punti.

3) La terza cattiva abitudine è guardare dove va solo la tua pallina e trascurare il ritorno del tuo avversario.

Hai giocato un buon colpo e poi ti fermi, guardi il tuo stesso colpo, oh, non era un buon colpo? E poi la palla torna, ma sei troppo occupato a guardare il tuo stesso colpo, non hai recuperato correttamente la tua posizione e sei fuori posizione, sei lento a reagire e sbagli il colpo successivo. Per risolvere questo, penso che ci sia una cosa molto semplice che puoi fare: non importa quanto bene giochi un colpo, continua a dirti che la palla sta tornando. Aspettati che la palla torni ogni volta. Questo ti costringe a recuperare correttamente per poi osservare il tuo avversario e vedere quale colpo sta giocando e poi puoi giocare un altro attacco se necessario.

4) La quarta cattiva abitudine è afferrare la racchetta con un'impugnatura sbagliata o  troppo forte e rigida. 


Questo è molto comune a livello amatoriale. Alcuni giocatori stringono davvero troppo il manico e cosa succede quando stringi troppo? Beh, il polso si blocca, perdi la capacità di usare il polso, i tuoi colpi diventano più bruschi, hai meno sensazione, meno controllo. Quindi una presa molto stretta può farti giocare molto peggio. Allenta la presa. Adotta una presa leggera e non troppo rigida: dovrebbe essere abbastanza leggera e rilassata da permettere a qualcuno di sfilare la racchetta dalla tua mano. 
Una presa rigida rende più difficile reagire rapidamente, produrre colpi fluidi e imprimere rotazione. Con una presa rilassata puoi compensare e adattarti meglio alle piccole differenze tra i vari colpi dritto/rovescio e il fondamentale servizio; quando spingi hai migliori sensazioni, senti meglio la pallina e riesci a generare molto più spin. Tutto funziona meglio quando hai una presa più leggera.

5) La quinta cattiva abitudine è fare i servizi senza uno scopo ben preciso in testa.


Alcuni giocatori prendono semplicemente la palla e servono senza pensarci e poi sono davvero sorpresi quando la palla torna in un modo che non si aspettavano davvero.
Devi prenderti il tempo quando servi, respira, fai tambureggiare un pochino la pallina, pensa a che tipo di servizio stai facendo. Stai mettendo effetto inferiore nel servizio? Stai mettendo topspin nel servizio? Lo stai facendo corto o lungo?
Se ci pensi bene, comincerai a capire come è probabile che i tuoi servizi vengano restituiti dai tuoi avversari nella maggior parte delle risposte e anticipare una tua possibile reazione di attacco.
Puoi preferire servizi che si adattano molto meglio al tuo gioco.
Qualunque cosa tu faccia, abbi un piano a riguardo, non venire semplicemente al tavolo e mettere la palla in gioco senza pensarci, metti una strategia dietro di esso: quale servizio farai, dove devi recuperare, quale colpo idealmente vuoi giocare dopo. Poi inizerai a sviluppare un servizio molto più efficace e redditizio.

6) La sesta cattiva abitudine è palleggiare le palle lunghe. 

Il tuo avversario ti dà un po' di backspin, un taglione lungo e invece di attaccare, decidi di giocare in modo sicuro e di tagliare anche tu. Ora, cosa c'è di sbagliato in questo? Beh, va bene fino a un certo livello, puoi continuare a tagliare se vuoi, ma se vuoi davvero migliorare, se vuoi giocare a un livello superiore, ogni volta che il tuo avversario taglia lungo e quel secondo rimbalzo sta arrivando alla fine del tavolo, prova a fare un Top Spin. A mano a mano che svilupperai questo colpo, acquisirai più sicurezza e poi inizi a migliorare il tuo livello, inizi a battere giocatori contro i quali magari hai avuto difficoltà in passato. Richiede pazienza ed allenamento perciò inserisci nella tua routine di allenamento schemi di attacco su palla tagliata. E non ti scoraggiare se sbagli molti attacchi, piuttosto cerca di rivederti e capire dove sbagli.

7) La settima cattiva abitudine è il posizionamento prevedibile della palla. 

Quando giochi il tuo rovescio, se giochi sempre incrociato in quella direzione e quando giochi il tuo dritto, giochi sempre incrociato in quella direzione, diventa molto più facile per il tuo avversario sapere cosa stai per fare. Cosa dovresti fare invece? Beh, fai il contrario, varia il posizionamento della palla, cerca di essere meno prevedibile. Quando giochi il tuo rovescio, se vari tra giocare incrociato, lungo linea, al centro del tavolo, sarà molto più difficile per il tuo avversario prevedere cosa stai per fare. Stessa cosa sul dritto. Puoi giocare il tuo dritto incrociato, puoi giocarlo lungo linea, puoi giocarlo al centro. Sarai sorpreso di quanto sia efficace e di quanto più difficile il tuo avversario troverà giocare contro di te.

8) E infine, l'ottava cattiva abitudine, probabilmente la più comune tra i giocatori di tennistavolo amatoriali: stare troppo alti. 


Quando stai troppo alto, è più difficile muoversi da un lato all'altro, è più difficile attaccare le palle con effetto inferiore, è più difficile mettere molta energia dinamica nei tuoi colpi, è più difficile muoversi in avanti, è più difficile muoversi all'indietro. Molte delle ragioni per cui finiamo per giocare male a tennistavolo sono spesso legate all'inizio di stare troppo ritti sulle gambe.
Ok, cosa dovremmo fare invece? Beh, dobbiamo metterci in una posizione corretta per il tennistavolo, dobbiamo abbassarci molto di più, dobbiamo piegare le ginocchia, inclinarsi in avanti, fare quei piccoli passetti di piedi, correzioni di posizione continue e rapide. Se mantieni una posizione più bassa, è molto più facile muoversi da un lato all'altro, fare attacchi in loop sui tagli. Ottenere molta più energia nei tuoi colpi diventa più agevole, tutto il tuo gioco aumenta di livello. Quindi, se ti ritrovi a giocare troppo alto, cattiva abitudine, prova ad abbassarti, piegare le ginocchia, poi scoprirai che puoi giocare molto meglio a tennistavolo.

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Andiamo oltre le prime otto cattive abitudini e proseguiamo aggiungendone altre, oppure evidenziare i più comuni difetti che in base alla mia esperienza di gioco ho sperimentato sia su me stesso che sugli altri ed ispirandomi a tutorial vari o altri fonti reperibili in rete con buoni suggerimenti come il seguente, autore Alex Horscroft:

9) Giocare troppo vicino o troppo lontano dal tavolo. 

La gestione delle distanze è un aspetto trascurato del tennistavolo, quindi non c'è da meravigliarsi se i principianti tendono a stare troppo vicini al tavolo.
Il vantaggio di stare vicino è che rende più facile raggiungere le palle che rimbalzano corte. Tuttavia, rende molto più difficile restituire le palle lunghe che rimbalzano in profondità oltre la linea di fondo. Pertanto, stare troppo vicino al tavolo è assolutamente da evitare.

Qual è la distanza giusta dal tavolo? Rispondere compiutamente a questa domanda è difficile poiché coinvolge soprattutto lo stile di gioco. Ad esempio un difensore tende ad allontanarsi dal tavolo per eseguire meglio i colpi di chop e un bloccatore stare vicino per anticipare i colpi. 

Quindi la distanza ideale dipende da molti fattori, ma in linea di massima per trovare una posizione media, di base basta allungare il braccio della racchetta fino a toccare il tavolo, come nella figura qui sopra. 

Abituati a fare piccoli passi e adattare la tua posizione. Cerca di capire quando sbagli se la causa è il tuo cattivo posizionamento rispetto al tavolo e ricorda che è molto più facile fare un passetto avanti che un passo indietro.
- Stai con i piedi distanti tra 1 e 1,5 larghezze delle spalle
- Piegati leggermente sulle ginocchia
- Inclinati in avanti e posiziona la maggior parte del peso sulle punte dei piedi
Posiziona la racchetta davanti a te ad un angolo neutro con un'inclinazione del gomito di 45 gradi"

10) Cambiare troppo spesso l'attrezzatura. 


Non si può negare l'importanza della tua racchetta, con una racchetta economica non puoi eseguire una varietà di colpi accettabile. Non puoi imprimere il corretto spin. 

La racchetta ideale è quella con cui ti trovi meglio ad esprimere il tuo gioco e ti permette di eseguire i tuoi colpi migliori. Superato il livello principiante potrai sentirti sconcertato a notare così tante differenze tra i materiali: gomme e telai e soprattutto le infinite combinazioni possibili. 
Ritenere che solo cambiando racchetta si può migliorare, è un grosso errore che moltissimi giocatori fanno. 

Il tennistavolo richiede precisione, affidabilità e fiducia nell'attrezzatura. Queste qualità si affinano con la pratica regolare e l'abitudine a sfruttare le potenzialità della tua racchetta. Continuando a cambiare, o cambiare troppo spesso solo per il gusto di cambiare ti ritroverai a sbagliare molti colpi che invece potresti fare affinando meglio la tua tecnica con la racchetta che hai.

Conosco diversi giocatori che variano frequentemente tra una racchetta più veloce e una più lenta, lottando per capire se preferiscono maggiore velocità o un controllo più elevato. Il loro gioco ne soffre e si fanno prendere dai dubbi. Molte volte li vedi incolpare il materiale, mentre in realtà il problema principale è la tecnica incorretta.

Trova una combinazione telaio/gomme racchetta che ti piace e mantienila. Questo ti assicurerà di non doverti costantemente mettere in dubbio. 
Quando decidi che è il momento di passare a una nuova racchetta o gomma, dedica un buon tempo per imparare le differenze prima di giocare partite importanti.

Ho già dedicato all'argomento attrezzatura alcuni post specifici di cui ti allego qui sotto uno dei link da cui partire:

Considerazioni su racchette e altro

11) Non dedicare abbastanza tempo ad allenare specificatamente il servizio e la risposta al servizio. 


I servizi e la risposta ai servizi fanno parte dei fondamentali del tennistavolo. Ma non si allenano abbastanza perchè ovvio è più divertente giocare e fare partite!

Se vuoi progredire nel gioco e migliorare bisogna dedicare tempo a perfezionare i servizi e migliorare nelle risposte Ogni scambio inizia con un servizio e hai possibilità di decidere l'inizio di metà di essi. 

Spesso la differenza tra vittoria e sconfitta la fanno i servizi!

Pertanto, dovresti dedicare una buona quantità di tempo a perfezionare i tuoi servizi durante gli allenamenti. Variare l'impugnatura solo durante il servizio per permettere al polso di ruotare meglio e imprimere così più effetto, selezionare i servizi più efficaci per te applicando una strategia di attacco su terza palla, saper effettuare servizi corti, lunghi, esce-non- esce, saper variare il posizionamento della pallina. Imparare a leggere l'effetto in arrivo e rispondere in conseguenza sono tutte abilità da sviluppare per cui occorre tempo. 
E' anche molto importante trovare sparring disponibili che possano allenarti con te e darti consigli utili al riguardo.

Dedica quindi del tempo specifico per sessione ad allenare i tuoi servizi. Prova a variare l'effetto, la velocità e il piazzamento, poiché la variazione è la chiave per migliorare il servizio.

Ho già dedicato al servizio un post specifico di cui ti allego qui sotto il link:

L'importanza del servizio nel tennistavolo

12) Non sforzarsi ad individuare e migliorare le proprie aree deboli del proprio gioco. 

Molti giocatori trascurano le proprie aree deboli in cui devono migliorare facendo degli esercizi e schemi specifici. Specialmente i principianti non sanno riconoscere i propri punti deboli ei trascurano del tutto gli esercizi. Non saper lavorare sui propri punti deboli rallenta notevolmente il miglioramento del proprio gioco.

La priorità dovrebbe quindi essere: identificare le proprie aree e colpi deboli, concentrarsi su queste chiedendo consigli ai tecnici o giocatori più esperti su come migliorarsi e allenarsi efficacemente soprattutto su questi.

Identifica almeno un partner di gioco, allenatore o tecnico valido con cui confrontarsi per migliorare. Aiutati filmando i tuoi allenamenti e partite e rivedendoti cerca di capire dove insistere per migliorare.

Questi accorgimenti ti aiuteranno a completere il tuo gioco e ti renderanno meno vulnerabile durante le partite.

Ho già dedicato a questo argomento alcuni post specifici di cui ti allego qui sotto alcuni link:

Prima fase: riconoscere i propri errori.html


13) Colpire la pallina con la scelta di tempo sbagliata.


Errore comune è non colpire la palla al punto giusto, Potresti non rendertene conto, ma ogni colpo ha un punto di contatto ottimale diverso. I loop e i topspin, ad esempio, si colpiscono meglio nel punto più alto del rimbalzo o appena dopo. I blocchi, invece, si prendono molto prima, mentre la palla sta salendo (almeno di solito!).

Molti principianti non prestano attenzione al punto di traiettoria in cui colpiscono la palla (scelta di tempo o timing). Questo è dovuto principalmente ad una scarsa conoscenza tecnica oppure anche ad una limitata mobilità di gambe che li fa arrivare male sul colpo.

Anche i giocatori più bravi commettono errori, proprio perché quando il gioco diventa più veloce, non riescono ad applicare il timing giusto. 

Un errore frequente tra i principianti e tagliare sotto la pallina troppo presto, prima che scenda. Nei flick si dovrebbe anticipare, ma nei tagli durante gli scambi sarebbe meglio aspettare, almeno così consigliano i maestri.

Concentrati quindi nel colpire la palla quando ti sembra naturale farlo. Per i colpi d'attacco con topspin, il punto più alto del rimbalzo è di solito il punto ottimale. Quando blocchi, ti consiglierei di prenderla prima, mentre la palla sta salendo, e per il backspin, prendila appena la palla inizia a scendere.

Ho già dedicato al servizio un post specifico di cui ti allego qui sotto il link:

14) Debole gioco di gambe e di piedi (footwork).


Sviluppare un buon gioco utilizzando bene gli arti inferiori non è un compito facile, ma almeno cercare di migliorarsi non dovrebbe essere così difficile. 

Molti principianti sono, per così dire, "bloccati nel fango", e la maggior parte non se ne rende nemmeno conto. Invece di muovere i piedi nella posizione giusta, si allungano per prendere la palla (ne ho già parlato prima come cattiva abitudine al punto 1). Di conseguenza, la qualità dei loro colpi ne risente.

Con le braccia quasi completamente estese, sei piuttosto limitato riguardo a come puoi colpire la palla. Stando nella posizione corretta, hai molte più opzioni a tua disposizione.

Per abituarti a muovere meglio le gambe e i piedi esegui degli esercizi mirati anche fuori dalla palestra come ad esempio scatti ripetuti e veloci, passi laterali, passetti in avanti e indietro. 

15) Non riscaldarsi prima degli allenamenti o riscaldarsi troppo poco e male.

Riscaldarsi un po' prima degli allenamenti (bastano anche solo cinque/dieci minuti di esercizi fatti bene) aiuta non solo a prepararsi e giocare meglio le partite, ma anche ad evitare infortuni e malesseri vari con l'insorgere del tempo e l'età.

Attivare il corpo e renderlo pronto a reagire è estremamente importante in tutti gli sport e particolarmente nel tennistavolo che è molto veloce.

E poi bisogna riscaldarsi al tavolo facendo la giusta progressione di esercizi partendo da scambi di dritto e rovescio incrociati che sicuramente conosci. Le partite si incominciano solo dopo aver attivato bene tutte le parti del corpo e richiamato tutti i colpi fondamentali.

Molti giocatori nei tornei sbagliano la prima partita perché non si preparano bene e a sufficienza sia nella ginnastica preparatoria iniziale che nel riscaldamento al tavolo. Il tempo minimo di allenamento necessario per "entrare in palla" varia da un giocatore all'altro e in base all'età, ma non dovrebbe mai essere complessivamente inferiore alla mezz'ora.

Riscaldarsi con stretching e simili è importante prima e dopo le sessioni di gioco, ma ciò di cui dovresti preoccuparti di più sono gli esercizi di riscaldamento. Solo dopo questa fase potrai dedicarti agli esercizi specifici e agli schemi in base agli obiettivi della giornata; le partite solo alla fine.

Inizia quindi le sessioni con tiri controllati incrociati, dritto contro dritto e poi rovescio contro rovescio. Successivamente, puoi passare agli attacchi alla terza palla e ai loop contro blocchi se sei un giocatore già evoluto.

Ho già dedicato a questo argomento alcuni post specifici di cui ti allego qui sotto alcuni link:



16) Scarsa comprensione degli effetti (spin).


Prendere familiarità con l'effetto non è un'impresa facile. Questo è principalmente perché nessun altro sport con racchetta si avvicina all'effetto generato dal tennistavolo, quindi i nuovi giocatori devono imparare quasi da zero. Soprattutto per i principianti all'inizio è sconvolgente rendersene conto!


Alcuni principianti di fronte ad un servizio con molto effetto non riescono a capirci nulla e buttano la palla fuori dal tavolo. Altri si scoraggiano. La buona notizia è che la comprensione degli effetti si può migliorare col tempo, a patto che ci si sforzi di capire i concetti di base e ci si applichi facendosi aiutare dai consigli dei giocatori più esperti. 

Non solo è importante riconoscere gli effetti, ma anche imparare a generarli come, quando e quanto si vuole! Effetto laterale, effetto inferiore, effetto superiore, palla piatta senza effetto, sono tutte varianti che si dovrebbero padroneggiare prima possibile. 
Esercitati nel "brushing" o spazzolamento della pallina con la gomma liscia standard. Facendo un contatto leggero, fai sì che la palla acquisisca alta rotazione piuttosto che velocità elevata. Una presa leggera e un polso sciolto aiutano molto in questo. Quando diventi più bravo, prova a usare maggiore accelerazione nel punto di contatto gomma/pallina. È più difficile perché devi essere preciso, ma è quest'azione che genera il maggior effetto.

Dedicate quindi un po' di tempo a imparare come funziona l'effetto. Un buon modo per identificare l'effetto sulla palla è osservare dove inizia e finisce la racchetta del tuo avversario nel momento preciso dell'impatto con la pallina. La direzione iniziale del movimento è dove dovresti mirare per compensare ad esempio un effetto laterale. 

Ad esempio, un movimento da sinistra a destra (dal tuo punto di vista) produce un effetto laterale che spinge la palla a cadere più a destra e quindi dovrai mirare a sinistra (lato da cui parte il movimento) oppure compensare con l'angolo della tua racchetta.

Per il momento evitiamo di complicarci la vita con le gomme puntinate, che sono tutto un altro capitolo di questo sport. Parti bene ad identificare gli effetti soprattutto nei servizi con le gomme lisce standard e a reagire di conseguenza.

17) Poca o nulla preparazione mentale prima di un incontro.


(Questo suggerimento è stato fornito dall'utente @Max di Milano, iscritto al forum tennistavolo: Forum tennistavolo italiano, che ringrazio per il contributo).

Una cattiva abitudine è quella di non prepararti mentalmente prima di una partita.

Se infatti usi i primi 4-5 punti per "prendere le misure" ed "entrare in partita" vuol dire buttare il primo set.

Per esempio arrivi trafelato poco prima dell'inizio dell'incontro al termine di una giornata lavorativa con la testa altrove e usi i primi cinque minuti dell'incontro per capire da che parte sei girato.

Non è il massimo; se possibile entra mentalmente in partita mentre ti prepari la borsa, mentre esci di casa, mentre vai in palestra. Quando metti piede in campo, mentalmente stai già giocando.

Se possibile informati sullo stile dell'avversario, cerca di vederlo giocare se non lo conosci e almeno cerca il suo punteggio FITET.

Tanto prima riesci a prepararti mentalmente alla competizione, meglio è.

18) Troppa fretta e ansia nella gestione della partita.


Troppe volte ho visto compagni di squadra e altri giocatori incappare in questa malsana abitudine di avere troppa fretta e cercare di chiudere troppo velocemente il punto, fare servizi insensati e senza scopo al proprio turno, giocare quasi in apnea senza sfruttare le pause concesse (asciugarsi il sudore ogni sei punti, cambio di campo al termine di ogni game, un time out per incontro) per riflettere sul gioco che si sta facendo.

Mi vedo dall’angolo che suggerisco al mio compagno di rallentare il ritmo, respirare profondamente tra un punto e l’altro, aspettare un attimo prima di effettuare il servizio, manco la pallina gli scottasse tra le mani!

Soprattutto se si è in svantaggio bisogna usare bene il tempo tra un punto e l’altro. 
"TESTA, TESTAAA!"

Capisco se state vincendo e volete forzare il ritmo, ma se invece siete voi in svantaggio, RALLENTATE e RAGIONATE!

Qualcuno l’ha giustamente definita “partita invisibile” quella che si svolge tra un punto e l’altro, perché non sfruttarla a nostro vantaggio?

Ecco alcuni esempi di riflessioni che potreste fare in quei secondi preziosi che vi potete ritagliare tra un punto e l’altro:

1) Il prossimo servizio lo piazzo corto sul dritto con effetto inferiore e mi preparo ad attaccare.
2) Il suo punto debole è il rovescio, “DEVO INSISTERE SUL SUO ROVESCIO”.
3) Sto perdendo, devo cambiare qualcosa nel mio gioco, provo a giocare qualche palla corta e tagliata.
4) Vediamo come mi attacca la prossima palla tagliatissima che gli lancerò lunga sul dritto, forse la mette in rete.
5) Devo muovermi di più con le gambe per arrivare bene meglio sui colpi.
6) Ha preso una retina, che fortuna, ma non mi abbatto, pensiamo al punto successivo.
7) Ricordati che sulla sua puntinata lunga devi giocare un taglio e un top, un taglio e un top, battere piatto lungo sul suo rovescio, così mi torna una palla facilmente attaccabile.
8) Devo sfruttare la pausa ogni sei punti per asciugarmi il sudore, così gli spezzo il ritmo e riprendo fiato.
9) Devo avere più fiducia e usare il mio rovescio per attaccare, non per tagliare, visto che palleggia meglio di me.
10)  Varia il posizionamento della pallina, non vedi che incroci sempre? Sono troppo prevedibile.
11)  Devo utilizzare di nuovo quel mio servizio perché prima ha già sbagliato la risposta.
12)  Questo è bravissimo a palleggiare, ma poco mobile, proviamo a giocare sugli angoli.
13)  E’ un bloccatore, gioca vicino al tavolo, proviamo a fargli servizi corti e farlo muovere.
14)  Devo chiedere timeout, bere acqua e resettare.
15)  Sto facendo troppi errori devo attaccare soprattutto sulle palline più facili e alte, su quelle basse con molto effetto meglio di no.
16) Ecco che si prepara ad effettuare un servizio lungo, adesso gioco di anticipo lo fulmino!

Ecc… Ecc…

Soprattutto se siete in svantaggio o giocate contro un avversario più forte, fate quello che potete per allungare nei limiti del consentito i tempi tra un punto e l’altro e sfruttate questi preziosissimi secondi per riflettere  e organizzare le tattiche migliori da adottare nei punti successivi. I punti passati sono passati, amen. Concentriamoci sul prossimo punto, uno alla volta. 

Insomma il messaggio è: la partita si gioca anche con la testa, ricordatevi di respirare (!) e riflettere, non state correndo i cento metri piani.


(CONTINUA...)

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18 feb 2025

Riflesso, Tempo di Reazione, Anticipazione

 

 

Nel tennistavolo e in generale negli sport, i termini riflesso, tempo di reazione e anticipazione sono fondamentali per le prestazioni degli atleti. In questo post cercherò di spiegare bene questi tre concetti e dare qualche consiglio su come sia possible allenarli.

1. Riflesso

Il riflesso o riflessi (in inglese “reflexes”) sono risposte motorie rapide e automatiche a uno stimolo esterno,  senza un'elaborazione conscia del cervello. Si basano su circuiti neurali veloci e sono particolarmente importanti nel tennistavolo, dove la velocità degli scambi è elevata. Ad esempio, essere più rapidi possibili a scattare dai blocchi dopo il colpo di una pistola di partenza durante uno sprint di 100m è un riflesso.

Esempio nel tennistavoloun giocatore che blocca istintivamente con movimento repentino una pallina imprevista e veloce sta utilizzando i propri riflessi.

2. Tempo di Reazione

Il tempo di reazione è il lasso di tempo tra la percezione di uno stimolo e l'inizio della risposta motoria. È misurabile ed è influenzato da fattori come concentrazione, esperienza e affaticamento. Nel tennistavolo, un tempo di reazione veloce permette di rispondere rapidamente ai colpi dell'avversario. Poiché il cervello riceve più informazioni dall’ambiente e deve scegliere tra possibili risposte diverse, il processo richiede un tempo più lungo di un semplice riflesso. Alcuni esempi di tempi di reazione complessi in vari sport sono quelli di un giocatore di calcio, basket o pallavolo, che ha bisogno di analizzare sia il movimento della palla che quello degli altri giocatori in campo.

Le due componenti: riflessi e tempo di reazione sono ovviamente collegate tra di loro. Più veloci sono i riflessi, maggiore è la quantità di tempo disponibile per elaborare ciò che accade sul campo.

Esempio nel tennistavolo: il tempo che intercorre tra la vista della pallina in arrivo e l'inizio del movimento della racchetta per rispondere.

3. Anticipazione

L'anticipazione è la capacità di prevedere ciò che accadrà in anticipo prima che accada, basandosi su esperienza, schemi di gioco e segnali corporei dell’avversario. A differenza dei riflessi e del tempo di reazione, l'anticipazione non è solo una risposta automatica ma un'abilità cognitiva che si sviluppa con l'allenamento.

Esempi nel tennistavolo:

1) un giocatore esperto che legge il movimento della spalla dell'avversario per capire in anticipo dove andrà il colpo e posizionarsi correttamente.

2) il tempo che intercorre tra la vista della pallina, filtrare i falsi movimenti creati apposta dall’avversario per confonderci, identificare bene il momento dell’impatto racchetta/pallina per capire l’effetto impresso e rispondere efficacemente.

Nel tennistavolo durante gli scambi i giocatori devono, in pochi decimi di secondo:

  • valutare velocità e direzione della palla,
  • spostarsi nella posizione ideale,
  • decidere come rispondere,
  • preparare il colpo,
  • e infine colpire la pallina.

Tutto questo deve avvenire in un tempo brevissimo, pochi decimi di secondo, appunto. Ma come fanno i professionisti a rispondere a colpi così rapidi, che la maggior parte delle persone faticherebbe persino a vedere?

Le ricerche sull’anticipazione nel tennistavolo hanno analizzato quali indizi i giocatori possano cogliere prima ancora che il servizio venga eseguito, per intuire la direzione del colpo, iniziare a muoversi e preparare la risposta.

I giocatori migliori riescono a leggere i movimenti dell’avversario e a prevedere ad esempio il servizio analizzando dettagli come l’altezza e la posizione del lancio della palla, il movimento del braccio e della spalla, e l’angolo della racchetta al momento dell’impatto, capire se corto o lungo. Inoltre, considerano anche fattori strategici, come le preferenze, abitudini e caratteristiche dell’avversario .

Poiché queste informazioni sono disponibili prima che la palla venga colpita, i giocatori esperti hanno più tempo per organizzare la risposta, mentre i principianti si basano solo sulla traiettoria della palla e reagiscono più lentamente.

Non a caso, ai livelli superiori, i giocatori camuffano il più possibile questi segnali eseguendo movimenti di disturbo col corpo e soprattutto con la racchetta subito prima o subito dopo l’impatto con la pallina.

Riassumiamo i concetti chiave:

Riflessi = risposta automatica e istintiva ad uno stimolo esterno

Tempo di reazione = velocità della risposta a uno stimolo che comprende anche il tempo di riflesso

Anticipazione = capacità di prevedere lo sviluppo di un'azione e agire in anticipo secondo schemi collaudati in allenamento

I tempi di reazione non dipendono solo dalla nostra fisiologia, ma sono influenzati anche da aspetti mentali e ambientali. 

La stanchezza, uno stato di eccessivo rilassamento o, al contrario, una tensione eccessiva possono rallentarli. Per questo è fondamentale arrivare a una gara ben riposati, concentrati e mentalmente preparati. 

Le distrazioni rappresentano un altro fattore critico negli sport. Rumori di fondo, come urla o fischi, possono interferire con il processo decisionale e compromettere la reattività. Per questo motivo, è essenziale che gli atleti imparino a isolarsi mentalmente da ciò che li circonda, mantenendo il massimo della concentrazione.

In media, il tempo di riflesso per la maggior parte delle persone è tra 0,16 e 0,2 secondi. Tuttavia, gli atleti di alto livello raggiungono tempi fino a 0,13 secondi. Il che naturalmente significa avere, a parità di condizioni, anche un tempo di reazione complessivamente più veloce.

La buona notizia è che Il cervello ha la straordinaria capacità di riorganizzarsi e modificarsi in base alle esperienze passate e agli stimoli ricevuti, un fenomeno noto come neuroplasticità. Questa caratteristica è essenziale per l’apprendimento cognitivo e ancor più cruciale per lo sviluppo delle abilità motorie.

Si possono quindi migliorare  queste tre caratteristiche fondamentali? Anche se spesso ci si riferisce soprattutto ai riflessi come qualità innate e molto personali, effettivamente qualcosa si può fare per migliorarle con allenamenti specifici.

1. Allenamento dei Riflessi (risposta automatica e istintiva)

Esercizio con palline lanciate a caso

*   Un allenatore o un compagno lancia palline a velocità e angolazioni imprevedibili.
-> L’obiettivo è toccare o respingere la pallina il più velocemente possibile.

Multi-ball con variazioni improvvise

*   L’allenatore esegue un multiball, variando ritmo e traiettoria senza preavviso.
-> Il giocatore deve reagire senza premeditare il colpo.

Schemi semi Random con variazioni casuali:
*   Si inizia ad esempio con scambi solo di dritto e poi casualmente tirare sul rovescio
-> Il giocatore deve reagire alla variazione casuale rimettendo in campo un colpo valido.


2. Allenamento del Tempo di Reazione

Esercizio con comando vocale
*   L’allenatore dice una parola chiave (es. "vai") e il giocatore deve rispondere immediatamente con un colpo specifico.
*   Fare degli scambi dritto e rovescio alternati (un dritto/un rovescio, oppure due dritti/due rovesci) con cadenza regolare, ma via via sempre più veloci e angolati per costringere il giocatore a movimenti sempre più rapidi.
    
    Allenamento contro il muro
*   Giocare contro un muro cercando di mantenere lo scambio più veloce possibile.
-> Costringe a tempi di reazione brevissimi.

3. Allenamento dell’Anticipazione

Analisi dei movimenti dell’avversario

*   Guardare video e studiare il linguaggio del corpo degli avversari prima di colpire la pallina. Ad esempio sul canale Youtube WTT (Worl Wable Tennis): WTTGlobal Youtube ci sono tantissimi video di tornei e partite internazionali. Selezionate alcune finali e fate firare i video a velocità ridotta (consiglio 0,25X, un quarto della velocità normale) e notate come gli atleti si muovono in anticipo, ritornano alla posizione di attesa in modo da guadagnare tempo e posizionarsi al meglio per l'esecuzione del colpo successivo. Arrivare in ritardo su un colpo è una delle prime cause di errore, a tutti i livelli di gioco.
->  Concentrarsi sui movimenti di braccia, spalle, mano, piedi e  in base a questi cercare di leggere in anticipo l’effetto e la direzione della pallina in arrivo.
-> Effettuare le necessarie contromisure e i colpi più appropriati  verificando il corretto successo nell'anticipazione caso per caso.

Esercizio "falso colpo"

*   L’allenatore finge di giocare un colpo ma cambia direzione all’ultimo.
-> Il giocatore deve imparare a leggere i segnali del corpo anziché aspettare la pallina.

Suggerimento finale: allenare tutti e tre gli aspetti insieme, ad esempio con un multiball imprevedibile che richieda riflessi rapidi, tempi di reazione veloci e anticipazione per prevedere i colpi. 🚀

Migliorare queste tre caratteristiche è una sfida che richiede allenamento costante, ma le sessioni dovrebbero essere brevi e intense, poiché questi esercizi richiedono un livello di concentrazione e attenzione molto elevato.

NOTA: Questo post prende spunto da un post simile a questo indirizzo: I tempi di reazione nello sport sull'interessante blog: "Tredicesimo Round".


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