18 feb 2026

Marty Supreme, film di ping pong sull’American dream e la volontà di vincere sopra ogni cosa.

 
Timothée Chalamet protagonista del film
“Marty Supreme” non è da intendersi come il film biografia edificante di un campione, e nemmeno un adattamento fedele della vita di Marty Reisman, famoso giocatore americano di ping pong del secolo scorso: è un film che prende la sua leggenda come pretesto per raccontare un altro Marty, Marty Mauser, venditore di scarpe e giocatore di ping pong nell’America anni ’50 per trasformare questo sport fino allora poco conosciuto come sfondo di storie adrenaliniche di vita difficile e al limite. 
Al tempo stesso, però, il mondo ricostruito sullo schermo – tavoli, colpi, ambienti – nasce proprio da quell’universo reale di money player, club fumosi e partite a soldi che Reisman ha vissuto sulla propria pelle. 

Il punto di partenza è un libro di memorie semi-dimenticato pubblicato nel 1974, “The Money Player”, trovato per caso in un negozio dell’usato e diventato un’ispirazione per solleticare la creatività del regista Josh Safdie. Dentro quel libro c’è la storia di un ragazzino con problemi di salute vari del Lower East Side che scopre il ping pong su un tavolo sgangherato di parco e lo trasforma nella sua unica religione: dieci ore al giorno di gioco, tornei che durano fino all’alba, campionati del mondo e perfino tournée come numero di apertura degli Harlem Globetrotters. È da qui che il film prende il tono: il ping pong come ossessione totale, misura del proprio valore quando per tutti gli altri è solo un giochino da bar. 

Reisman nel libro è un personaggio bigger than life: hustler, ossia un giocatore‑scommettitore che vive (o prova a vivere) vincendo soldi nelle sfide a pagamento, spesso usando astuzia, psicologia e piccole messe in scena, non necessariamente barando. Showman, capace di far passare la pallina dietro la schiena, tra le gambe o di spezzare una sigaretta sul bordo del tavolo, ma anche atleta che si allena fino allo sfinimento e arriva a incrociare le racchette con i più grandi del mondo. 

Il film non si limita a copiarne gli aneddoti, ma ne distilla il succo: la tensione costante tra spettacolo e competizione, tra necessità di campare con il gioco e desiderio di grandezza sportiva, tra fascino da fuorilegge e fragilità di chi vive sempre un passo oltre il limite. È questo mix a rendere Marty Mauser così magnetico: arrogante, ambiguo, ma impossibile da ignorare, sempre in bilico tra truffa e volontà di perseguire il suo sogno di diventare campione mondiale. 

Alcune scene del film sono paradossali e per alcuni palati fini potrebbero risultare fin troppo “spinte” e violente. La successione delle scene è veloce, la colonna sonora è sparata a volume elevato, ma adeguata al ritmo frenetico.  

Un elemento che per chi ama il tennistavolo è irresistibile è l’attenzione maniacale ai dettagli tecnici e storici. Dalla New York dei club clandestini alle partite contro i primi “mostri” della gommapiuma alla Satoh, emerge una ricostruzione credibile di come lo sport si giocava e si viveva in quell’epoca: hardbat, stile di fast hit aggressivo, maratone di gioco e un circuito in cui campioni, scommettitori e contrabbandieri spesso si incrociavano. 
Sotto la patina di bravate, però, c’è un’idea molto precisa: il ping pong come identità totale. Nel suo libro Reisman descrive il gioco come qualcosa che gli entra nel sangue, una combinazione di anatomia, chimica, fisica e perfino “astronomia” che riempie così tanto le giornate da non lasciargli il tempo di preoccuparsi di altro. Il film raccoglie questo testimone e lo affida a Mauser: rinunciare a un lavoro “normale” non è una follia romantica, è l’unico modo per non far sedare la propria ambizione dai ritmi rassicuranti di una vita qualunque, con il prezzo da pagare in termini di solitudine, tensione e precarietà eterna. 

Descrizione tecnica di alcuni eventi e curiosità nel film

Le situazioni sportive chiave di Marty Supreme sono ispirate a eventi reali, ma il film cambia nomi, luoghi e contesto per esigenze narrative, quindi non è una ricostruzione storica letterale.

Mondiali 1952
L’episodio centrale è una sconfitta contro un giapponese “sconosciuto” con racchetta rivoluzionaria, che rielabora la storica sconfitta di Reisman ai Mondiali di Bombay (Mumbai) 1952 contro il giapponese Hiroji Satoh che impugnava per la prima volta una racchetta “sandwich” con spessa gommapiuma,  capace di impartire effetti e controattacchi mai visti prima a quel livello.
Nel film però l’avversario è ribattezzato Endo, cambia il paese in cui si gioca e cambia anche la forma del torneo, quindi il “giapponese che vince il torneo citato nel film” corrisponde storicamente a Satoh e al mondiale 1952, ma con nomi e dettagli modificati.

Racchetta di Hiroji Satoh (1952)

- Le fonti storiche parlano di “wooden racket covered in thick foam sponge rubber”, cioè telaio di legno ricoperto da un rivestimento in gommapiuma che produceva molta più velocità e spin rispetto alle classiche puntinate dure dell’epoca. 
- Video storici e documentari riportano che quando Satoh estrasse la racchetta “si vedeva circa mezzo‑un pollice di spugna”, e gli avversari non sentivano più il classico suono del colpo, segno che lo strato di gommapiuma era molto spesso e ammortizzante. 

Racchetta di Marty / Marty Mauser nel film
- Nel film Marty Supreme, il protagonista Marty Mauser viene mostrato giocare con una hardbat anni ’50, cioè telaio tuttolegno con singolo foglio di gomma puntinata dura (pips out) senza spugna: è il tipo di racchetta che Reisman usava e difendeva anche quando le sponge iniziavano a diffondersi. 
- Un articolo che analizza l’equipaggiamento di Reisman ricorda che all’epoca si usava “a single sheet of rubber on the flat side of the blade, pips facing out”, senza spugna intermedia; solo più tardi le gomme sandwich con spugna sono diventate lo standard. 

L'attore Chalamet ha usato una controfigura per le scene di gioco?
Quasi tutte le sequenze “da giocatore” che abbiamo visto nel film sono effettivamente di Timothée Chalamet, non di una controfigura; è stato però aiutato da CGI (Computer Generated Imagery, cioè “immagini generate al computer”) per la pallina in molte scene di gioco.

Chalamet ha iniziato ad allenarsi seriamente a ping pong intorno al 2018, dopo i primi incontri con Safdie sul progetto, e ha continuato per 6‑7 anni in modo intermittente, anche sui set di altri film (Dune, Wonka, ecc.). 

Gli articoli che seguono la preparazione riportano che aveva un tavolo in casa a New York, giocava durante la pandemia e lavorava con coach dedicati; l'allenatore Diego Schaaf (con l’ex olimpionica Wei Wang come consulente tecnica) dice che è arrivato a capire il timing dei punti coreografati meglio di molti agonisti abituati a “seguire la pallina” e non un copione. Usare una controfigura sarebbe andato contro l’idea del film. 

Curiosità sulla pallina arancione descritta nel film.
Nella trama ufficiale si racconta che Marty Mauser cerca di promuovere la produzione delle palline da ping pong arancioni "Marty Supreme" con il suo nome, prodotte dall’amico Dion e dal padre imprenditore, ma il progetto finisce male.
Si tratta di un’invenzione narrativa: non risulta in nessun modo un prodotto reale legato a Marty Reisman, né un episodio riportato nella sua autobiografia.

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Per chi fosse interessato, utilizzando gli archivi internet sono riuscito a procurarmi una copia su file pdf dell’introvabile libro:” The money player”, (in inglese, non esiste traduzione italiana, ma a richiesta potrei fornirla) che ha ispirato il film.

Copertina del libro
Se qualche appassionato fosse interessato a leggere il libro o qualche sua parte mi contatti privatamente.
Nel libro non esiste un indice, ma sommariamente la struttura in capitoli è questa:

I – Hanoi, Viet Nam 1954: match a pagamento, Mr. Ko, Mr. Lee, gambling e primo episodio di “cecità” da emicrania.

II – Infanzia a New York: Lower East Side, il padre tassista‑scommettitore, la madre operaia, i primi traumi d’ansia e il ricovero a Bellevue; scoperta del tennistavolo, arrivo a Lawrence’s Broadway Table Tennis Club, figura del bookmaker che lo ribattezza “Jackson”, e soprattutto il ritratto del leggendario hustler Larry Quinn.

III – Prime gare e anni a Lawrence’s: primi titoli juniors, tournée per i veterani di guerra, vita nel club tra giocatori, inventori, piccoli delinquenti; aneddoti sui personaggi bizzarri, sulle scommesse e su dirigenti USTTA come Lederman/Steenhoven, e l’incontro con Doug Cartland.

IV – Ascesa internazionale e Mondiali 1948–49: viaggio a Londra (Wembley), confronto con i campioni europei, analisi tecnica di Barna, Bergmann e Vana; poi Mondiali di Stoccolma 1949, percorso fino alla semifinale con Vana, la sconfitta che gli “spezza il cuore” e il successivo British Open.

V – Prosecuzione carriera e circuiti europei/americani: altri tornei, soldi tramite esibizioni e scommesse, consolidamento come grande attaccante e “money player”; ritorno periodico a Lawrence’s e sviluppo del suo personaggio pubblico.

VI – Giappone e la rivoluzione della gommapiuma: tour in Asia, Mondiali di Bombay, scoperta di Satoh e della racchetta con sponge, sconfitta traumatica contro la nuova tecnologia; descrizione tecnica degli effetti di gommapiuma e differenze con il gioco classico.

VII – Sfida USA‑Giappone a Osaka: serie a squadre contro Satoh e Hayashi, cronaca dettagliata dei singolari e del doppio; partita epica di Doug contro Hayashi (match ai vantaggi, scambi “impossibili”) e incontro decisivo Reisman‑Satoh con strategia di rallentamento e gestione degli effetti.

VIII – (sezioni successive) Anni successivi, crisi personali e salute: ricadute dell’ansia e dei disturbi psicosomatici, timore per la fine della carriera, riflessioni su che cosa significhi vivere di tennistavolo e di gambling.

IX – (sezioni successive) Matrimonio, gestione del Riverside Table Tennis Courts e tentativi di “vita normale” accanto alla figura del professionista‑hustler.

X – (sezioni finali) Bilanci: filosofia del gioco d’attacco, etica del non “dumpare” le partite, distinzione fra sé e i peggiori hustler, e meditazione conclusiva su talento, rischio, soldi e identità.


3 feb 2026

Analisi del tuo tennistavolo con l’AI, partendo dai tuoi video!

 

Vuoi scoprire davvero come giochi? Chiedimi di fare un'analisi del tuo tennistavolo con l’AI, partendo dai tuoi video!

Ti sei mai rivisto in video e hai pensato: “Qui potevo fare meglio… ma dove sbaglio davvero?”
Chi mi segue sa che sono un tecnico appassionato sia di tennistavolo che di intelligenza artificiale, e negli ultimi mesi ho sviluppato un metodo per trasformare i video di partita in una vera “radiografia” del gioco.
Ho studiato e analizzato diversi incontri di singolo su YouTube, ho messo sotto la lente dapprima le mie partite (con tutti i miei difetti…) e, grazie a prompt mirati e perfezionati nel tempo, ho creato una procedura che oggi mi permette di offrirti un’analisi precisa, utilizzando la potenza dell’AI come un assistente tecnico aggiuntivo.

Cosa ottieni dalla tua analisi personalizzata.
A partire da un video della tua partita, posso fornirti un’analisi strutturata che ti aiuta a capire davvero chi sei al tavolo.
Per ciascuno dei due giocatori è possibile:​
  • Esaminare lo stile di gioco e le scelte tattiche più ricorrenti.
  • Evidenziare le caratteristiche peculiari (punti in cui ti distingui dagli altri).
  • Contare i punti vincenti e capire come li costruisci.
  • Analizzare gli errori più frequenti, per smettere di ripeterli set dopo set.
  • Mettere nero su bianco punti di forza e punti deboli.
  • Ricevere esercizi mirati per l’allenamento, pensati su misura per il tuo gioco.
  • Avere link a video e schede utili (per esempio da YouTube) per lavorare sugli aspetti emersi.​
Se poi hai domande specifiche, possiamo spingerci ancora oltre: approfondimenti dedicati, focus su un colpo in particolare, o una scheda di esercizi ad hoc (come quella che ho preparato, per esempio, per migliorare riflessi e tempi di reazione del “giocatore A” in un’analisi recente).

Cosa mi serve da te (spoiler: meno di quanto pensi).
Per ottenere tutto questo non serve una regia televisiva, ma alcuni accorgimenti semplici.​
  • Un video completo di un incontro al meglio dei 5 set (3 su 5).
  • ​La camera o smartphone posizionato preferibilmente su treppiede a circa 1,6–1,8 m, dietro il tavolo e leggermente decentrata, in modo da vedere bene entrambi i giocatori e l’intero tavolo.
  • ​Un file in formato compresso .mp4, caricato ad esempio su Google Drive o YouTube e condiviso tramite link.
  • ​Se possibile, il setup del materiale: tipo e marca di gomme e telaio. Anche senza questi dati l’analisi è fattibile, ma con questi dettagli diventa ancora più specifica.
​Per darti un’idea concreta: un lettore mi ha già inviato un suo incontro caricato su YouTube e mi ha chiesto un’analisi personalizzata; ho potuto pubblicare il risultato sul blog, mantenendo il suo anonimato, e il confronto tra “Giocatore A” in maglia nera e “Giocatore B” in maglia bianca ha prodotto una quantità sorprendente di spunti pratici.
Cosa include concretamente il pacchetto
I risultati non sono un semplice commento “a voce”, ma un vero mini-dossier strutturato.
​I materiali che posso preparare per te includono:
  • Analisi tecnica con esercizi di allenamento suggeriti.
  • Schemi di allenamento per il servizio.
  • Esercizi specifici (ad esempio per riflessi e tempi di reazione) personalizzati sulla base del tuo profilo di gioco.
È un lavoro artigianale, non un click automatico: per un video di circa 20 minuti impiego in genere intorno alle due ore tra visione, analisi, impostazione dell’AI e redazione delle schede.

Parliamo di costo (e di valore)
Dietro a ogni analisi ci sono: tempo di studio, esperienza tecnica, e i costi della versione PRO degli strumenti di AI.
Per questo ho definito un tariffario specifico in base alle diverse esigenze; se ti interessa, puoi richiedermelo direttamente.
Per darti un ordine di grandezza: il costo è inferiore a una singola gomma Butterfly Dignics 05.😅

In cambio, ottieni uno strumento che ti resta: una fotografia dettagliata del tuo gioco, da usare come base per costruire il tuo prossimo salto di livello.
Più che una spesa, è un investimento intelligente per smettere di allenarti “a caso” e iniziare a lavorare su obiettivi chiari e misurabili.

Se ti riconosci in uno di questi profili:
  • Ti alleni tanto ma non capisci perché in partita ripeti sempre gli stessi errori.
  • Hai già qualche video delle tue partite ma non sai bene cosa farne.
  • Vuoi un parere tecnico ragionato, che unisca esperienza di campo e strumenti di AI.​
…allora questa analisi è pensata proprio per te.

A chi mi rivolgo?
  • Giocatori amatoriali dagli 11 agli 80 anni che vogliono progredire, perché migliorando, allenandosi con obiettivi e giocando meglio ci si diverte di più.
  • Giocatori agonisti di sesta, quinta e quarta categoria, bloccati nello sviluppo, nonostante abbiate già investito molti soldi con i corsi e maestri.
  • Agonisti curiosi che cercano nuove idee e stimoli per migliorare il proprio gioco e risalire la propria classifica.
Puoi iniziare contattandomi, inviandomi il link al tuo video e  una breve descrizione del tuo profilo di giocatore (classifica, stile, materiali).
Da lì, costruiremo insieme un percorso di miglioramento concreto, partendo da ciò che fai realmente in partita: punto dopo punto, set dopo set.

CHIARIMENTO SUL METODO E SULLE AZIONI DA INTRAPRENDERE

Capisco benissimo il desiderio di avere “tutto e subito”, ma è importante chiarire come funziona davvero l’analisi che preparo. L’intelligenza artificiale, anche nella versione PRO che utilizzo, non vede la partita come un occhio umano: non riconosce dove finisce la palla, non conta i colpi dritti e rovesci, non cataloga gli errori, né tuoi né del tuo avversario. Questo lavoro di osservazione, catalogazione e interpretazione lo devo fare io, punto per punto. Senza questa fase preliminare, semplicemente, l’analisi non può neanche iniziare.
Solo dopo questo lavoro “manuale” entra in gioco l’AI: uso prompt precisi per organizzare le informazioni, evidenziare pattern e trasformare tutto in schede leggibili e utili. Poi rientro di nuovo io: controllo l’output, correggo dove serve, aggiungo spiegazioni, impagino e rendo il materiale coerente e utilizzabile per il tuo allenamento, verifico le fonti e i link proposti. È un processo ibrido: metà testa umana, metà strumento digitale, non un bottone magico.
Nei PDF che riceverete come ad esempio quelli che ho allegato sotto per un esempio concreto, troverete già indicazioni sulla tipologia di errori, sulle loro cause e sui punti chiave del vostro gioco, ma vanno letti con attenzione, non “sfogliati” al volo. 
Per realizzare il tutto ho impiegato circa due ore tra visione del video, analisi, impostazione dell’AI e revisione dei materiali; mi aspetto quindi che voi facciate la vostra parte: leggerli con calma, studiarli, prendere appunti, evidenziare col pennarello i passaggi più importanti e cruciali, stampare le schede e tornarci sopra più volte, magari nelle pause degli allenamenti. 
Non è un riassuntino veloce, è un vero strumento di lavoro.
Il cuore del miglioramento sta proprio negli esercizi proposti: è lì che bisogna concentrare l’attenzione. 

Tra il dire e il fare, c’è di mezzo… il fare: provare gli schemi, usare il cesto, ripetere le situazioni di gioco che emergono dall’analisi. 
Qui, permettimi, c’è davvero tanta sostanza: puoi stampare la scheda, portarla in palestra, parlarne con uno sparring o un tecnico, adattarla ulteriormente alle tue esigenze (non ho scritto il “Verbo”, tutto è personalizzabile) e applicarla con continuità.
Ti sembra poco? A me no. 

Il tuo sparring ideale dovrebbe conoscere i tuoi obiettivi, stimolarti a seguire gli schemi, correggerti quando sbagli, usare il cesto o multiball come indicato; in cambio tu puoi aiutarlo a lavorare su qualche aspetto del suo gioco. 
Oppure puoi investire su qualche sessione con un maestro per applicare al meglio queste indicazioni. 

Migliorare sembra facile finché lo si dice; in realtà dietro ogni piccolo passo avanti ci sono impegno, tempo dedicato e voglia di mettersi davvero al lavoro. 

Questa analisi è il punto di partenza: il salto di qualità arriva da come deciderai di usarla.

Esempio concreto
Uno dei lettori recentemente mi ha scritto e mi ha chiesto un’analisi personalizzata mettendo a disposizione un suo incontro su YouTube al seguente link (clicca sull'immagine per aprire): 


Sono stato autorizzato a pubblicare qui il risultato della mia analisi omettendo però il suo nome per motivi di privacy. 
Giocatore A in maglia nera è il riferimento con cui lo individuiamo nel video, opposto al giocatore B in maglia bianca, il suo avversario.
L’incontro è molto interessante e ricco di spunti per giocatori di livello discreto come questi rappresentati nel video. La linea di ripresa video non è ottimale come quella richiesta, pur tuttavia si può fare.

I risultati della mia analisi sono contenuti nei tre file allegati in formato pdf:




Per invogliarvi a continuare a leggere ecco il contenuto del primo file per esteso, basta solo leggere, non serve nemmeno cliccare!

Profilo e setup dei due giocatori

Giocatore A –  Maglia nera

Aspetto

Osservazioni sintetiche

Setup

Telaio Nittaku Acoustic Inner Carbon; dritto Fastarc C1; rovescio DMS Spinfire puntino corto molto grippante.

Stile di gioco

Allround mancino, usa molto il rovescio puntinato per blocco e chop, appoggiandosi ai colpi avversari; poco propenso a prendere iniziativa di dritto.

Posizione corpo

Alto, longilineo, ben posizionato ma leggermente arretrato; non si piega abbastanza con busto e ginocchia.

Gambe e riflessi

Un po’ lento nelle transizioni dritto–rovescio, riflessi talvolta lenti.

Servizio

Buona qualità, ma poca varietà; a volte servizi lunghi facili da attaccare; quando usa corti e half-long con molto spin crea molti problemi all’avversario.

Risposta al servizio

All’inizio sbaglia molte risposte al tomahawk, poi migliora.

Colpi principali

Molti errori di dritto; poca convinzione su top/controtop di dritto; percentualmente gioca più di rovescio che di dritto.

Tenuta mentale

Vince al quinto con lucidità nei punti decisivi ma soffre blackout, poca “cazzimma” nei palleggi di dritto.

 Giocatore B – Maglia bianca

Aspetto

Osservazioni sintetiche

Setup

Telaio Butterfly Power7; dritto Sonic Acuda S2; rovescio Butterfly Rozena.

Stile di gioco

Attaccante con dritto in loop, sa giocare contro puntinate e fare loop lenti; poco duttile col rovescio, spesso sbaglia.

Posizione corpo

Più basso, un po’ sovrappeso; ben posizionato per attaccare prevalentemente di dritto ma se si sposta troppo e non rientra viene spiazzato sugli angoli.

Gambe e riflessi

Per giocare tanto di dritto servirebbe più mobilità di gambe (e perdere peso); comunque reattivo.

Servizio

Buon posizionamento e ricerca angoli ma poco spin e qualità; poca varietà, insiste troppo sul tomahawk.

Risposta al servizio

Sbaglia diverse risposte, soprattutto sui servizi molto carichi di spin.

Colpi principali

Buoni top di dritto, ma poca consistenza sul lungo periodo; sbaglia troppo di rovescio; gioca molto più di dritto che di rovescio.


Tenuta mentale/tattica

Perde al quinto set; fa più punti quando insiste in loop sul rovescio di  Maglia nera; sfrutta poco l’attacco sul punto di incrocio; spesso si sbilancia privilegiando il dritto, ma così facendo si espone e subisce attacchi agli angoli scoperti.

 Punti di forza e debolezza a confronto

Giocatore

Punti di forza

Debolezze principali

 Maglia nera (A)

Puntino corto di rovescio efficace in blocco e chop; buona qualità di servizi corti/half-long con molto spin quando li usa; lucidità nel quinto set.

Postura un po’ troppo alta e arretrata; transizioni lente DR↔RO; molti errori di dritto e poca iniziativa; poca varietà di servizio; difficoltà iniziale sulla risposta al tomahawk; nel terzo set va in blackout. Poca aggressività nei palleggi di dritto.

Maglia bianca (B)

Buoni loop di dritto, soprattutto quando insiste sul rovescio di  Maglia nera; sa giocare contro le puntinate; buona reattività; fa molti punti quando mette tante palline in loop sul rovescio avversario.

Bassa consistenza del top sulle lunghe serie; rovescio poco affidabile; servizi poco vari e poco carichi; si sbilancia spesso per cercare il dritto, ma scopre angoli. Gioca poco sul gomito di  Maglia nera (errore tattico); errori in risposta a servizi con molto spin.

 Schemi di allenamento per  Maglia nera (A)

Focus: tecnica colpi, servizi/risposte, riflessi, uso del setup

Area

Obiettivo specifico

Esercizio/schema proposto

Come sfrutta il setup attuale

Dritto offensivo

Ridurre errori e aumentare fiducia in top e controtop di dritto.

Multiball: 3 palle su dritto – 1 top lento di sicurezza, 1 top medio, 1 chiusura più veloce; vincolo: almeno 8/10 serie riuscite senza errore grave.

La Fastarc C1 permette tanto spin controllato: primo top molto carico, secondo più veloce per imparare a “fidarsi” della gomma.

Transizioni DR↔RO e postura

Velocizzare passaggio rovescio–dritto rimanendo più basso e avanti col corpo.

Schema regolare: avversario gioca 2 palle su rovescio, 1 su dritto, 1 al gomito;  Maglia nera deve bloccare o chop-block di rovescio (puntino), poi pivot di dritto e ritorno veloce sulla diagonale di rovescio.

Puntino corto grippante per anticipare il blocco; il telaio inner carbon aiuta a controllare la velocità se il corpo è più basso e vicino al tavolo.

Servizio corto/half-long variato

Aumentare varietà evitando servizi lunghi facili.

Serie da 10 servizi per tipo: corto backspin, corto laterale-backspin, half-long al gomito, half-long al rovescio; obiettivo: max 2 su 10 che escono lunghi; poi partita a tema in cui può servire solo corto/half-long.

Fastarc + telaio reattivo generano molto spin: curare polso e tocco per avere doppio rimbalzo corto, sfruttando il fatto che quando lo fa l’avversario va in difficoltà.

Risposta al tomahawk

Stabilizzare prima risposta sicura, poi aggressiva​

L’avversario esegue solo tomahawk variando profondità: fase 1 – solo push corto di rovescio in zona prefissata; fase 2 – flick/chiquita di rovescio con puntino, anticipando la palla; conteggio errori per serie​

Il puntino corto molto grippante è ideale per flick disturbanti:  Maglia nera impara ad aggredire il servizio invece di difendersi passivamente.

Riflessi su blocco/chop-block

Migliorare riflessi e timing sul rovescio puntinato​

Avversario fa topspin medio-veloce sul rovescio;  Maglia nera alterna blocco attivo e chop-block corto/medio, cercando di variare profondità e angolo, con ritmo progressivamente crescente​

Il puntino genera traiettorie “sporche”; anticipando e variando l’impatto aumenta il disturbo e allena i riflessi sulle palle veloci.

Tenuta mentale e “cazzimma”

Ridurre blackout e aumentare aggressività controllata nei palleggi di dritto.

Mini-set sempre in svantaggio (es. 8–10):  Maglia nera deve giocare almeno 3 scambi costruiti prima di chiudere, con obiettivo zero errori gratuiti di dritto; auto-feedback a fine set su qualità del palleggio. ​

Usare top di dritto non per “ammazzare” subito ma per mettere pressione continua sfruttando lo spin della C1, poi chiudere quando l’avversario accorcia.

 Schemi di allenamento per Giocatore B (maglia bianca)

Focus: consistenza, servizio/risposta, rovescio, gambe, tattica sul gomito di  Maglia nera

Area

Obiettivo specifico

Esercizio/schema proposto

Come sfrutta il setup attuale

Loop di dritto continuo

Aumentare consistenza del top di dritto su più palle consecutive. ​

Top su blocco: serie da 10–12 loop di dritto sul rovescio puntinato di un compagno; punto valido solo se completa la serie con massimo 1 errore. ​

Acuda S2 è elastica, ottima per loop medio-lenti continui: l’allenamento punta alla stabilità sul rovescio dell’avversario, dove fa più punti.

Rovescio più solido

Ridurre errori di rovescio e avere un colpo “neutro” affidabile. ​

Diagonale di rovescio regolare (top controllato su blocco) 8–10 colpi, poi chiusura di dritto; variante: 2 rovesci in diagonale, 1 rovescio in linea. ​

Rozena è controllabile: lavorare su rovescio con margine alto e tanta sicurezza, senza cercare velocità eccessiva.

Servizi variati e più carichi

Aumentare spin e varietà, riducendo l’abuso del tomahawk.

Circuito servizi: 3 tomahawk, 3 pendulum corti, 2 lunghi piatti al corpo, 2 laterali half-long al gomito; registrare quante volte l’avversario sbaglia o risponde corto. ​

Le due lisce permettono servizi molto carichi: cambiando angoli e lunghezza rende più difficile per  Maglia nera leggere lo spin, soprattutto vista la sua difficoltà iniziale sui servizi complessi.

Risposta a servizi molto spin

Migliorare controllo in risposta ai servizi carichi. ​

Allenamento: serie di servizi molto tagliati/corti di un compagno; B deve rispondere solo con push corto (prima fase) e poi con flick controllato di dritto/rovescio; conteggio errori su 50 risposte. ​

Con Acuda/ Rozena può anche spingere corto carico, trasformando la difficoltà iniziale in possibilità di contro-attacco sulla seconda palla.

Mobilità e copertura gomito

Migliorare spostamenti per non sbilanciarsi troppo sul dritto.

Schema: l’avversario gioca 2 palle sul dritto, 1 al gomito, 1 sul rovescio; B deve coprire con il dritto quando possibile ma obbligo di rientrare in posizione centrale dopo ogni pivot.

Il telaio offensivo rende i colpi efficaci quando arriva bene sulla palla: il focus è sul footwork per non rimanere fuori equilibrio e scoperto sugli angoli.

Tattica: attacco su punto d’incrocio

Sfruttare di più il gomito di  Maglia nera, dove ha transizioni lente.

Partite a tema: ogni volta che B riceve palle neutrali deve giocare almeno 1–2 loop di dritto sul gomito di  Maglia nera prima di cambiare angolo; bonus punti se chiude dopo aver insistito lì.

I loop lenti e carichi di Acuda S2 profondi al gomito di un mancino con transizioni lente creano molti errori, come emerso nel terzo set descritto nelle note.

 Suggerimenti sintetici legati al setup

Giocatore

Suggerimenti chiave collegati al materiale

Maglia nera (A)

Sfruttare meglio il puntino corto per anticipare e disturbare (blocchi attivi, chop-block e flick sulle risposte al tomahawk); usare la Fastarc C1 per costruire di più col dritto con top lenti molto carichi come base. Curare postura più bassa per gestire meglio il telaio inner carbon, migliorare transizioni e prevenire blackout tecnici, abituandosi a ritrovare la concentrazione.

Maglia bianca (B)

Usare Acuda S2 per serie lunghe di loop controllati su rovescio e gomito di  Maglia nera, non solo per chiudere subito; con Rozena cercare un rovescio di regolarità per ridurre errori. Variegare di più il servizio sfruttando lo spin delle lisce e allenare gambe e rientro in posizione, così da non esporsi eccessivamente quando forza il dritto.

 

18 set 2025

L'Expedite System al WTT Champions Macao 2025: come una regola rara cambia le partite

 


Il 13 settembre 2025 durante il torneo WTT Champions a Macao (Cina) si è svolto il quarto di finale femminile tra la cinese Chen Xingtong (n.3 del ranking) e la tedesca (di origine cinese) Ying Han (n.26 del ranking). A partire dal secondo game di questo incontro sul punteggio di 9-8 in favore della cinese è stato applicato l’Expedite System (in italiano: Sistema accelerato).

Per abbreviare Expedite System, spesso utilizzerò l'acronimo "ES". 

In questo post spiegherò perché questa regola viene forzatamente introdotta e come cambia inevitabilmente la gestione tattica della partita.

Il video dell'incontro è disponibile dal minuto 12: a 1h:16 della diretta live di oltre quattro ore della giornata in cui vengono effettuati altri interessanti incontri nel canale YT di WTT al link:



Tutti gli appassionati di TT sono invitati a guardarlo perché a mio avviso è molto interessante e divertente vedere applicato ES ad un incontro d’elite.

Cos'è l'Expedite System?

L'Expedite System è una regola applicata raramente ma cruciale nel tennistavolo, codificata dalla ITTF (International Table Tennis Federation) e applicata dal World Table Tennis (WTT) ed è stata concepita per per evitare che le partite si prolunghino eccessivamente.

Questa regola particolare rappresenta uno degli aspetti più tecnici e meno conosciuti del regolamento ITTF. Di seguito la descrizione della regola ricavata dal Regolamento Tecnico di Gioco scaricabile a questo link:

REGOLAMENTO_TECNICO

15. Il Sistema Accelerato (Expedite System)

15.1 - Eccetto quanto disposto dal successivo articolo 15.2, il Sistema Accelerato deve essere introdotto se un set non è terminato dopo 10 minuti di gioco o in qualunque momento su richiesta di entrambi i giocatori o coppie.

15.2 – Il Sistema Accelerato non verrà introdotto se nel set sono stati assegnati almeno 18 punti.

15.3 - Se la pallina è in gioco quando viene raggiunto il tempo limite, e viene introdotto il Sistema Accelerato, il gioco deve essere “interrotto dall’arbitro” e ripreso con il servizio al giocatore che serviva nello scambio interrotto; se la pallina non è in gioco quando viene raggiunto il tempo limite, il gioco deve essere ripreso con il servizio al giocatore che riceveva nello scambio immediatamente precedente.

15.4 - Quindi ciascun giocatore deve servire per un punto a turno sino alla fine del set e se il giocatore o la coppia che ribatte effettua tredici (13) rinvii validi, il ribattitore acquisirà il punto.

15.5 – L’introduzione del Sistema Accelerato non dovrà alterare l’ordine del servizio e risposta nella partita come definito nell’articolo 13.6.

15.6 - Una volta introdotto, il Sistema Accelerato resterà in vigore fino al termine della partita.

Ribadisco queste due condizioni per cui in questo incontro la regola viene attivata:

  • Un set raggiunge i 10 minuti di durata (esclusi i tempi tecnici).
  • Il punteggio è ancora sotto i 18 punti per quel set.

Come funziona?

Il terzo arbitro (in piedi) introdotto per contare i rinvii

Viene nominato un terzo arbitro il quale, in piedi di fianco al primo arbitro ha la funzione di conta-rinvii
. Nel video dell'incontro si sente scandire ad alta voce e con precisione dal terzo arbitro il numero progressivo delle ribattute della ricevitrice: "One, Two, Three, Four...", fino a Thirteen (tredici), limite oltre cui la ribattuta valida assegna automaticamente il punto alla ricevitrice. 
In chi serve, immaginate l'ansia che progressivamente sale insieme al numero che viene scandito dall'arbitro! 
"Devo servire bene, attaccare appena posso e spiazzare la mia avversaria entro tredici colpi!" è sicuramente il pensiero della giocatrice che ha il turno al servizio.

Una volta attivato, il servizio cambia dopo ogni punto segnato, anziché ogni due punti come di consueto. Questo obbliga entrambi i giocatori a:

  • Scegliere tattiche più offensive (per evitare che l'avversario controlli il ritmo).
  • Ridurre drasticamente la durata degli scambi.

"Il sistema expedite previene il gioco eccessivamente difensivo," spiega il regolamento WTT. "Obbliga i giocatori a 'rischiare' per vincere punti prima che il tempo scada."
Fonte ufficiale WTT: Regole del Tennistavolo 2025, Sezione 2.13.1 

Prima di analizzare in dettaglio l'impatto dell'Expedite System, vediamo le caratteristiche tecniche delle due contendenti:

 Lo Stile di Gioco delle due campionesse

Giocatrice

Stile Principale

Punti di Forza

Debolezze Potenziali

Chen Xingtong

Attacco aggressivo

Dritto abbastanza potente; pressione costante

Difesa sotto pressione; varianti tattiche limitate contro le gomme puntinate

Ying Han

Difesa controllata

Rovescio solido in chop e palleggio controllato con pochissimi errori; gestione del ritmo e molta mobilità

Attacco limitato quasi solo col dritto e solo in condizioni controllate; vulnerabile a cambiamenti improvvisi


    
    Note su Chen:
  • Si può definire la Chen un’attaccante "prudente", nel senso che pur avendo un buon rovescio, evidentemente contro una giocatrice in difesa forte che usa bene la gomma puntinata corta Victas Spectol S3 come la Ying non osa più di tanto, preferendo palleggiare sul rovescio, attendere il momento buono, girarsi sul dritto per attaccare. 
  • La situazione variata con l'ES alla fine l’ha vista vincente, perché evidentemente più abituata a prendere l’iniziativa, nonostante il suo attacco di dritto non sia così potente.

Un po’ stupisce però così tanta differenza di attacco (sia presa di iniziativa, sia di potenza) tra il dritto e il rovescio della Chen, contro una gomma puntinata a questi livelli, a dimostrazione che anche i campioni sono titubanti contro le gomme diverse da quelle standard. 

Faccio notare che in Chen questa differenza di propensione all'attacco, anche di rovescio, scompare quando invece si trova a giocare contro avversarie che adottano due gomme lisce, come si evince guardando su YT altri suoi incontri.

Note su Ying:

  • Abituata a palleggiare o indurre all’errore le avversarie o per trovare con pazienza la palla giusta sul dritto per contrattaccare, con ES nel suo turno di servizio è dovuta diventare più aggressiva; tuttavia si vede che dovendo forzare i colpi, i suoi errori in attacco più numerosi della rivale alla fine l’hanno vista perdente. 
  • La  gestione di una tattica più offensiva si vede che non è nelle sue corde. 

L'applicazione dell'Expedite System: cosa è accaduto a Macao

Il secondo game, inizia al minuto 23:10 del video linkato sopra su YT. A causa dei numerosissimi palleggi difensivi,  si stava svolgendo oltre i 10 minuti e sul punteggio di 9-8 (17 punti totali), al minuto 39, l’arbitro ha fatto applicare la regola dopo l’assegnazione corretta dell’ultimo punto. In quel momento il turno di servizio era della tedesca, che normalmente avrebbe avuto a disposizione un altro servizio, ma l’introduzione a quel punto di ES assegna il servizio alla cinese.

Da questo punto in poi i turni di servizio vengono alternati con un solo servizio a testa per punto. Chi serve ha a disposizione 13 scambi per chiudere il punto, altrimenti il punto viene assegnato all’avversario. Ad esempio come si può vedere al minuto 45 circa (video linkato) sul secondo set e 11 a 10 per la cinese che serve per il game, ma dopo 13 ribattute il punto viene assegnato alla tedesca, nonostante l’attacco vincente della cinese, proprio per la regola al punto 15.4 citata sopra sopra. 

La tedesca si aggiudicherà questo secondo set, ma la sua sarà una vittoria parziale, in quanto Chen alla fine vincerà quattro game ad uno in un incontro molto lungo, impegnativo e stressante (1h:15 circa comprese tutte le pause).

I minuti esatti di inizio fine dei cinque game nel video YT:

Game:

Inizio

Fine

Primo game

12:29

21:47

Secondo game (e introduzione Expedite System)

23:10

48:33

Terzo game

50:19

59:37

Quarto game

1h:01:30

1h:16:00

Quinto game

1h:18

1h:30

 La Dinamica Pre-Expedite System:

Chen avrebbe cercato di dominare con attacchi veloci, mentre Ying avrebbe risposto con chop e blocchi precisi per prolungare gli scambi, eventualmente controattaccando all’occasione giusta, Tuttavia quando è stato introdotto ES, Ying ha vinto i successivi 4 punti consecutivi, ribaltando il secondo set per 13-11 e portandosi sul 1-1. Chen ha poi recuperato vincendo il terzo e quarto set, ma l'Expédite System ha dimostrato quanto sia decisivo in match equilibrati.

Ribadisco che da quel momento di attivazione nel secondo game, ES è rimasto in vigore per tutta la partita, costringendo le giocatrici ad una diversa dinamica e scelte tattiche condizionate (soprattutto per Ying): i lunghi scambi “da difesa” venivano penalizzati — il ricevente otteneva il punto solo se completa 13 buone restituzioni, ma spesso l’attaccante cercava di chiudere in anticipo approfittando del servizio singolo e dell’alternanza. Questo favorisce giocatrici aggressive con prime intenzioni di attacco (come Chen).

Chen ha aumentato l’aggressività e nei momenti chiave queste scelte le hanno dato i punti necessari alla vittoria perché Ying, pur ottima difenditrice, non sempre è riuscita a spingere la palla oltre la soglia dei 13 ritorni prima che Chen chiudesse.

 Perché l'Expedite costringe a variare la tattica?

Questa regola trasforma radicalmente il gioco perché:

  1. Annulla i vantaggi difensivi: I giocatori come Ying non possono più "aspettare sempre e comunque" solo l'errore avversario.
  2. Premia la creatività: Servizi e risposte devono essere più variegati per sorprendere l'avversario e mettergli subito pressione.
  3. Aumenta il ritmo: Ogni punto diventa una mini-battaglia tattica, riducendo i rallentamenti.

"È come passare da una maratona a uno sprint," ha commentato l'ex campione Liu Guoliang. "Chi sa adattarsi vince."

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