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3 feb 2026

Analisi del tuo tennistavolo con l’AI, partendo dai tuoi video!

 

Vuoi scoprire davvero come giochi? Chiedimi di fare un'analisi del tuo tennistavolo con l’AI, partendo dai tuoi video!

Ti sei mai rivisto in video e hai pensato: “Qui potevo fare meglio… ma dove sbaglio davvero?”
Chi mi segue sa che sono un tecnico appassionato sia di tennistavolo che di intelligenza artificiale, e negli ultimi mesi ho sviluppato un metodo per trasformare i video di partita in una vera “radiografia” del gioco.
Ho studiato e analizzato diversi incontri di singolo su YouTube, ho messo sotto la lente dapprima le mie partite (con tutti i miei difetti…) e, grazie a prompt mirati e perfezionati nel tempo, ho creato una procedura che oggi mi permette di offrirti un’analisi precisa, utilizzando la potenza dell’AI come un assistente tecnico aggiuntivo.

Cosa ottieni dalla tua analisi personalizzata.
A partire da un video della tua partita, posso fornirti un’analisi strutturata che ti aiuta a capire davvero chi sei al tavolo.
Per ciascuno dei due giocatori è possibile:​
  • Esaminare lo stile di gioco e le scelte tattiche più ricorrenti.
  • Evidenziare le caratteristiche peculiari (punti in cui ti distingui dagli altri).
  • Contare i punti vincenti e capire come li costruisci.
  • Analizzare gli errori più frequenti, per smettere di ripeterli set dopo set.
  • Mettere nero su bianco punti di forza e punti deboli.
  • Ricevere esercizi mirati per l’allenamento, pensati su misura per il tuo gioco.
  • Avere link a video e schede utili (per esempio da YouTube) per lavorare sugli aspetti emersi.​
Se poi hai domande specifiche, possiamo spingerci ancora oltre: approfondimenti dedicati, focus su un colpo in particolare, o una scheda di esercizi ad hoc (come quella che ho preparato, per esempio, per migliorare riflessi e tempi di reazione del “giocatore A” in un’analisi recente).

Cosa mi serve da te (spoiler: meno di quanto pensi).
Per ottenere tutto questo non serve una regia televisiva, ma alcuni accorgimenti semplici.​
  • Un video completo di un incontro al meglio dei 5 set (3 su 5).
  • ​La camera o smartphone posizionato preferibilmente su treppiede a circa 1,6–1,8 m, dietro il tavolo e leggermente decentrata, in modo da vedere bene entrambi i giocatori e l’intero tavolo.
  • ​Un file in formato compresso .mp4, caricato ad esempio su Google Drive o YouTube e condiviso tramite link.
  • ​Se possibile, il setup del materiale: tipo e marca di gomme e telaio. Anche senza questi dati l’analisi è fattibile, ma con questi dettagli diventa ancora più specifica.
​Per darti un’idea concreta: un lettore mi ha già inviato un suo incontro caricato su YouTube e mi ha chiesto un’analisi personalizzata; ho potuto pubblicare il risultato sul blog, mantenendo il suo anonimato, e il confronto tra “Giocatore A” in maglia nera e “Giocatore B” in maglia bianca ha prodotto una quantità sorprendente di spunti pratici.
Cosa include concretamente il pacchetto
I risultati non sono un semplice commento “a voce”, ma un vero mini-dossier strutturato.
​I materiali che posso preparare per te includono:
  • Analisi tecnica con esercizi di allenamento suggeriti.
  • Schemi di allenamento per il servizio.
  • Esercizi specifici (ad esempio per riflessi e tempi di reazione) personalizzati sulla base del tuo profilo di gioco.
È un lavoro artigianale, non un click automatico: per un video di circa 20 minuti impiego in genere intorno alle due ore tra visione, analisi, impostazione dell’AI e redazione delle schede.

Parliamo di costo (e di valore)
Dietro a ogni analisi ci sono: tempo di studio, esperienza tecnica, e i costi della versione PRO degli strumenti di AI.
Per questo ho definito un tariffario specifico in base alle diverse esigenze; se ti interessa, puoi richiedermelo direttamente.
Per darti un ordine di grandezza: il costo è inferiore a una singola gomma Butterfly Dignics 05.😅

In cambio, ottieni uno strumento che ti resta: una fotografia dettagliata del tuo gioco, da usare come base per costruire il tuo prossimo salto di livello.
Più che una spesa, è un investimento intelligente per smettere di allenarti “a caso” e iniziare a lavorare su obiettivi chiari e misurabili.

Se ti riconosci in uno di questi profili:
  • Ti alleni tanto ma non capisci perché in partita ripeti sempre gli stessi errori.
  • Hai già qualche video delle tue partite ma non sai bene cosa farne.
  • Vuoi un parere tecnico ragionato, che unisca esperienza di campo e strumenti di AI.​
…allora questa analisi è pensata proprio per te.

A chi mi rivolgo?
  • Giocatori amatoriali dagli 11 agli 80 anni che vogliono progredire, perché migliorando, allenandosi con obiettivi e giocando meglio ci si diverte di più.
  • Giocatori agonisti di sesta, quinta e quarta categoria, bloccati nello sviluppo, nonostante abbiate già investito molti soldi con i corsi e maestri.
  • Agonisti curiosi che cercano nuove idee e stimoli per migliorare il proprio gioco e risalire la propria classifica.
Puoi iniziare contattandomi, inviandomi il link al tuo video e  una breve descrizione del tuo profilo di giocatore (classifica, stile, materiali).
Da lì, costruiremo insieme un percorso di miglioramento concreto, partendo da ciò che fai realmente in partita: punto dopo punto, set dopo set.

CHIARIMENTO SUL METODO E SULLE AZIONI DA INTRAPRENDERE

Capisco benissimo il desiderio di avere “tutto e subito”, ma è importante chiarire come funziona davvero l’analisi che preparo. L’intelligenza artificiale, anche nella versione PRO che utilizzo, non vede la partita come un occhio umano: non riconosce dove finisce la palla, non conta i colpi dritti e rovesci, non cataloga gli errori, né tuoi né del tuo avversario. Questo lavoro di osservazione, catalogazione e interpretazione lo devo fare io, punto per punto. Senza questa fase preliminare, semplicemente, l’analisi non può neanche iniziare.
Solo dopo questo lavoro “manuale” entra in gioco l’AI: uso prompt precisi per organizzare le informazioni, evidenziare pattern e trasformare tutto in schede leggibili e utili. Poi rientro di nuovo io: controllo l’output, correggo dove serve, aggiungo spiegazioni, impagino e rendo il materiale coerente e utilizzabile per il tuo allenamento, verifico le fonti e i link proposti. È un processo ibrido: metà testa umana, metà strumento digitale, non un bottone magico.
Nei PDF che riceverete come ad esempio quelli che ho allegato sotto per un esempio concreto, troverete già indicazioni sulla tipologia di errori, sulle loro cause e sui punti chiave del vostro gioco, ma vanno letti con attenzione, non “sfogliati” al volo. 
Per realizzare il tutto ho impiegato circa due ore tra visione del video, analisi, impostazione dell’AI e revisione dei materiali; mi aspetto quindi che voi facciate la vostra parte: leggerli con calma, studiarli, prendere appunti, evidenziare col pennarello i passaggi più importanti e cruciali, stampare le schede e tornarci sopra più volte, magari nelle pause degli allenamenti. 
Non è un riassuntino veloce, è un vero strumento di lavoro.
Il cuore del miglioramento sta proprio negli esercizi proposti: è lì che bisogna concentrare l’attenzione. 

Tra il dire e il fare, c’è di mezzo… il fare: provare gli schemi, usare il cesto, ripetere le situazioni di gioco che emergono dall’analisi. 
Qui, permettimi, c’è davvero tanta sostanza: puoi stampare la scheda, portarla in palestra, parlarne con uno sparring o un tecnico, adattarla ulteriormente alle tue esigenze (non ho scritto il “Verbo”, tutto è personalizzabile) e applicarla con continuità.
Ti sembra poco? A me no. 

Il tuo sparring ideale dovrebbe conoscere i tuoi obiettivi, stimolarti a seguire gli schemi, correggerti quando sbagli, usare il cesto o multiball come indicato; in cambio tu puoi aiutarlo a lavorare su qualche aspetto del suo gioco. 
Oppure puoi investire su qualche sessione con un maestro per applicare al meglio queste indicazioni. 

Migliorare sembra facile finché lo si dice; in realtà dietro ogni piccolo passo avanti ci sono impegno, tempo dedicato e voglia di mettersi davvero al lavoro. 

Questa analisi è il punto di partenza: il salto di qualità arriva da come deciderai di usarla.

Esempio concreto
Uno dei lettori recentemente mi ha scritto e mi ha chiesto un’analisi personalizzata mettendo a disposizione un suo incontro su YouTube al seguente link (clicca sull'immagine per aprire): 


Sono stato autorizzato a pubblicare qui il risultato della mia analisi omettendo però il suo nome per motivi di privacy. 
Giocatore A in maglia nera è il riferimento con cui lo individuiamo nel video, opposto al giocatore B in maglia bianca, il suo avversario.
L’incontro è molto interessante e ricco di spunti per giocatori di livello discreto come questi rappresentati nel video. La linea di ripresa video non è ottimale come quella richiesta, pur tuttavia si può fare.

I risultati della mia analisi sono contenuti nei tre file allegati in formato pdf:




Per invogliarvi a continuare a leggere ecco il contenuto del primo file per esteso, basta solo leggere, non serve nemmeno cliccare!

Profilo e setup dei due giocatori

Giocatore A –  Maglia nera

Aspetto

Osservazioni sintetiche

Setup

Telaio Nittaku Acoustic Inner Carbon; dritto Fastarc C1; rovescio DMS Spinfire puntino corto molto grippante.

Stile di gioco

Allround mancino, usa molto il rovescio puntinato per blocco e chop, appoggiandosi ai colpi avversari; poco propenso a prendere iniziativa di dritto.

Posizione corpo

Alto, longilineo, ben posizionato ma leggermente arretrato; non si piega abbastanza con busto e ginocchia.

Gambe e riflessi

Un po’ lento nelle transizioni dritto–rovescio, riflessi talvolta lenti.

Servizio

Buona qualità, ma poca varietà; a volte servizi lunghi facili da attaccare; quando usa corti e half-long con molto spin crea molti problemi all’avversario.

Risposta al servizio

All’inizio sbaglia molte risposte al tomahawk, poi migliora.

Colpi principali

Molti errori di dritto; poca convinzione su top/controtop di dritto; percentualmente gioca più di rovescio che di dritto.

Tenuta mentale

Vince al quinto con lucidità nei punti decisivi ma soffre blackout, poca “cazzimma” nei palleggi di dritto.

 Giocatore B – Maglia bianca

Aspetto

Osservazioni sintetiche

Setup

Telaio Butterfly Power7; dritto Sonic Acuda S2; rovescio Butterfly Rozena.

Stile di gioco

Attaccante con dritto in loop, sa giocare contro puntinate e fare loop lenti; poco duttile col rovescio, spesso sbaglia.

Posizione corpo

Più basso, un po’ sovrappeso; ben posizionato per attaccare prevalentemente di dritto ma se si sposta troppo e non rientra viene spiazzato sugli angoli.

Gambe e riflessi

Per giocare tanto di dritto servirebbe più mobilità di gambe (e perdere peso); comunque reattivo.

Servizio

Buon posizionamento e ricerca angoli ma poco spin e qualità; poca varietà, insiste troppo sul tomahawk.

Risposta al servizio

Sbaglia diverse risposte, soprattutto sui servizi molto carichi di spin.

Colpi principali

Buoni top di dritto, ma poca consistenza sul lungo periodo; sbaglia troppo di rovescio; gioca molto più di dritto che di rovescio.


Tenuta mentale/tattica

Perde al quinto set; fa più punti quando insiste in loop sul rovescio di  Maglia nera; sfrutta poco l’attacco sul punto di incrocio; spesso si sbilancia privilegiando il dritto, ma così facendo si espone e subisce attacchi agli angoli scoperti.

 Punti di forza e debolezza a confronto

Giocatore

Punti di forza

Debolezze principali

 Maglia nera (A)

Puntino corto di rovescio efficace in blocco e chop; buona qualità di servizi corti/half-long con molto spin quando li usa; lucidità nel quinto set.

Postura un po’ troppo alta e arretrata; transizioni lente DR↔RO; molti errori di dritto e poca iniziativa; poca varietà di servizio; difficoltà iniziale sulla risposta al tomahawk; nel terzo set va in blackout. Poca aggressività nei palleggi di dritto.

Maglia bianca (B)

Buoni loop di dritto, soprattutto quando insiste sul rovescio di  Maglia nera; sa giocare contro le puntinate; buona reattività; fa molti punti quando mette tante palline in loop sul rovescio avversario.

Bassa consistenza del top sulle lunghe serie; rovescio poco affidabile; servizi poco vari e poco carichi; si sbilancia spesso per cercare il dritto, ma scopre angoli. Gioca poco sul gomito di  Maglia nera (errore tattico); errori in risposta a servizi con molto spin.

 Schemi di allenamento per  Maglia nera (A)

Focus: tecnica colpi, servizi/risposte, riflessi, uso del setup

Area

Obiettivo specifico

Esercizio/schema proposto

Come sfrutta il setup attuale

Dritto offensivo

Ridurre errori e aumentare fiducia in top e controtop di dritto.

Multiball: 3 palle su dritto – 1 top lento di sicurezza, 1 top medio, 1 chiusura più veloce; vincolo: almeno 8/10 serie riuscite senza errore grave.

La Fastarc C1 permette tanto spin controllato: primo top molto carico, secondo più veloce per imparare a “fidarsi” della gomma.

Transizioni DR↔RO e postura

Velocizzare passaggio rovescio–dritto rimanendo più basso e avanti col corpo.

Schema regolare: avversario gioca 2 palle su rovescio, 1 su dritto, 1 al gomito;  Maglia nera deve bloccare o chop-block di rovescio (puntino), poi pivot di dritto e ritorno veloce sulla diagonale di rovescio.

Puntino corto grippante per anticipare il blocco; il telaio inner carbon aiuta a controllare la velocità se il corpo è più basso e vicino al tavolo.

Servizio corto/half-long variato

Aumentare varietà evitando servizi lunghi facili.

Serie da 10 servizi per tipo: corto backspin, corto laterale-backspin, half-long al gomito, half-long al rovescio; obiettivo: max 2 su 10 che escono lunghi; poi partita a tema in cui può servire solo corto/half-long.

Fastarc + telaio reattivo generano molto spin: curare polso e tocco per avere doppio rimbalzo corto, sfruttando il fatto che quando lo fa l’avversario va in difficoltà.

Risposta al tomahawk

Stabilizzare prima risposta sicura, poi aggressiva​

L’avversario esegue solo tomahawk variando profondità: fase 1 – solo push corto di rovescio in zona prefissata; fase 2 – flick/chiquita di rovescio con puntino, anticipando la palla; conteggio errori per serie​

Il puntino corto molto grippante è ideale per flick disturbanti:  Maglia nera impara ad aggredire il servizio invece di difendersi passivamente.

Riflessi su blocco/chop-block

Migliorare riflessi e timing sul rovescio puntinato​

Avversario fa topspin medio-veloce sul rovescio;  Maglia nera alterna blocco attivo e chop-block corto/medio, cercando di variare profondità e angolo, con ritmo progressivamente crescente​

Il puntino genera traiettorie “sporche”; anticipando e variando l’impatto aumenta il disturbo e allena i riflessi sulle palle veloci.

Tenuta mentale e “cazzimma”

Ridurre blackout e aumentare aggressività controllata nei palleggi di dritto.

Mini-set sempre in svantaggio (es. 8–10):  Maglia nera deve giocare almeno 3 scambi costruiti prima di chiudere, con obiettivo zero errori gratuiti di dritto; auto-feedback a fine set su qualità del palleggio. ​

Usare top di dritto non per “ammazzare” subito ma per mettere pressione continua sfruttando lo spin della C1, poi chiudere quando l’avversario accorcia.

 Schemi di allenamento per Giocatore B (maglia bianca)

Focus: consistenza, servizio/risposta, rovescio, gambe, tattica sul gomito di  Maglia nera

Area

Obiettivo specifico

Esercizio/schema proposto

Come sfrutta il setup attuale

Loop di dritto continuo

Aumentare consistenza del top di dritto su più palle consecutive. ​

Top su blocco: serie da 10–12 loop di dritto sul rovescio puntinato di un compagno; punto valido solo se completa la serie con massimo 1 errore. ​

Acuda S2 è elastica, ottima per loop medio-lenti continui: l’allenamento punta alla stabilità sul rovescio dell’avversario, dove fa più punti.

Rovescio più solido

Ridurre errori di rovescio e avere un colpo “neutro” affidabile. ​

Diagonale di rovescio regolare (top controllato su blocco) 8–10 colpi, poi chiusura di dritto; variante: 2 rovesci in diagonale, 1 rovescio in linea. ​

Rozena è controllabile: lavorare su rovescio con margine alto e tanta sicurezza, senza cercare velocità eccessiva.

Servizi variati e più carichi

Aumentare spin e varietà, riducendo l’abuso del tomahawk.

Circuito servizi: 3 tomahawk, 3 pendulum corti, 2 lunghi piatti al corpo, 2 laterali half-long al gomito; registrare quante volte l’avversario sbaglia o risponde corto. ​

Le due lisce permettono servizi molto carichi: cambiando angoli e lunghezza rende più difficile per  Maglia nera leggere lo spin, soprattutto vista la sua difficoltà iniziale sui servizi complessi.

Risposta a servizi molto spin

Migliorare controllo in risposta ai servizi carichi. ​

Allenamento: serie di servizi molto tagliati/corti di un compagno; B deve rispondere solo con push corto (prima fase) e poi con flick controllato di dritto/rovescio; conteggio errori su 50 risposte. ​

Con Acuda/ Rozena può anche spingere corto carico, trasformando la difficoltà iniziale in possibilità di contro-attacco sulla seconda palla.

Mobilità e copertura gomito

Migliorare spostamenti per non sbilanciarsi troppo sul dritto.

Schema: l’avversario gioca 2 palle sul dritto, 1 al gomito, 1 sul rovescio; B deve coprire con il dritto quando possibile ma obbligo di rientrare in posizione centrale dopo ogni pivot.

Il telaio offensivo rende i colpi efficaci quando arriva bene sulla palla: il focus è sul footwork per non rimanere fuori equilibrio e scoperto sugli angoli.

Tattica: attacco su punto d’incrocio

Sfruttare di più il gomito di  Maglia nera, dove ha transizioni lente.

Partite a tema: ogni volta che B riceve palle neutrali deve giocare almeno 1–2 loop di dritto sul gomito di  Maglia nera prima di cambiare angolo; bonus punti se chiude dopo aver insistito lì.

I loop lenti e carichi di Acuda S2 profondi al gomito di un mancino con transizioni lente creano molti errori, come emerso nel terzo set descritto nelle note.

 Suggerimenti sintetici legati al setup

Giocatore

Suggerimenti chiave collegati al materiale

Maglia nera (A)

Sfruttare meglio il puntino corto per anticipare e disturbare (blocchi attivi, chop-block e flick sulle risposte al tomahawk); usare la Fastarc C1 per costruire di più col dritto con top lenti molto carichi come base. Curare postura più bassa per gestire meglio il telaio inner carbon, migliorare transizioni e prevenire blackout tecnici, abituandosi a ritrovare la concentrazione.

Maglia bianca (B)

Usare Acuda S2 per serie lunghe di loop controllati su rovescio e gomito di  Maglia nera, non solo per chiudere subito; con Rozena cercare un rovescio di regolarità per ridurre errori. Variegare di più il servizio sfruttando lo spin delle lisce e allenare gambe e rientro in posizione, così da non esporsi eccessivamente quando forza il dritto.

 

23 apr 2025

Master class a Milano sulle gomme puntinate, sabato 17 maggio 2025

 

9 mar 2025

Cattive abitudini che fanno giocare male

 


In questo post elencherò alcune cattive abitudini di gioco e come possibilmente rimediare ad esse, prendendo spunto da un ottimo video di Tom Lodziak che potete trovare su youtube al seguente link (clicca sulla foto sotto per guardare il video):


Anche se i destinatari di questo post sono soprattutto i principianti, ritengo che questi consigli possano essere utili anche ai giocatori intermedi.

Grazie all'AI i video reperibili in rete possono essere oggi trascritti e tradotti più facilmente di qualche tempo fa, esistono tool specifici e così anche chi mastica poco l'inglese può attingere a miniere di informazioni, non solo sul ping pong, of course!;)

Ecco il trascritto che ho "aggiustato" dove serviva

1) La prima cattiva abitudine è allungarsi per prendere la palla. 
 
Alcuni giocatori amano stare in posizione sempre centrata al tavolo e poi, quando la palla va da una parte, allungano le braccia per colpirla anziché muovere di più le gambe. Non puoi giocare un buon colpo quando ti allunghi così.
Puoi arrivare alla palla, ma la qualità del colpo sarà molto bassa.
Come risolvere questa cattiva abitudine? Beh, dobbiamo abituarci a muoverci con le gambe non solo con le braccia. Se la palla è angolata sul rovescio, muoviti veloce e gioca il colpo trovandoti davanti alla pallina come durante gli scambi mirati in allenamento.
Analogamente col dritto dovresti sforzarti ad arrivare sulla palla nella posizione corretta senza allungarti troppo con le braccia o al contrario giocare troppo vicino al corpo. Ricerca la posizione ideale e otterrai una qualità migliore. Quindi è una correzione piuttosto semplice, ma fa una grande differenza.
Devi insistere ad allenare e applicare bene il lavoro con le gambe.

2) La seconda cattiva abitudine è cercare di colpire la palla troppo forte troppo spesso. 
Ora, i giocatori che cercano sempre di colpire la palla con tutta la forza, quando riescono a fare il colpo, tende ad essere un colpo vincente, ma di solito ne sbagliano molti più di quanti ne riescono.
Quindi sono abbastanza inconsistenti e nel tennistavolo c'è solo una certa quantità di potenza di cui hai realmente bisogno per colpire un vincente. Se passi dal 100% di potenza la riduci magari all'80%, scoprirai che la tua consistenza migliorerà enormemente, e continuerai ad eseguire più colpi vincenti. Non è necessario distruggere il tuo avversario. Riduci la potenza, punta su un buon piazzamento, magari dare più effetto, rotazione alla pallina anziché più velocità e scoprirai che vincerai molti più punti.

3) La terza cattiva abitudine è guardare dove va solo la tua pallina e trascurare il ritorno del tuo avversario.

Hai giocato un buon colpo e poi ti fermi, guardi il tuo stesso colpo, oh, non era un buon colpo? E poi la palla torna, ma sei troppo occupato a guardare il tuo stesso colpo, non hai recuperato correttamente la tua posizione e sei fuori posizione, sei lento a reagire e sbagli il colpo successivo. Per risolvere questo, penso che ci sia una cosa molto semplice che puoi fare: non importa quanto bene giochi un colpo, continua a dirti che la palla sta tornando. Aspettati che la palla torni ogni volta. Questo ti costringe a recuperare correttamente per poi osservare il tuo avversario e vedere quale colpo sta giocando e poi puoi giocare un altro attacco se necessario.

4) La quarta cattiva abitudine è afferrare la racchetta con un'impugnatura sbagliata o  troppo forte e rigida. 


Questo è molto comune a livello amatoriale. Alcuni giocatori stringono davvero troppo il manico e cosa succede quando stringi troppo? Beh, il polso si blocca, perdi la capacità di usare il polso, i tuoi colpi diventano più bruschi, hai meno sensazione, meno controllo. Quindi una presa molto stretta può farti giocare molto peggio. Allenta la presa. Adotta una presa leggera e non troppo rigida: dovrebbe essere abbastanza leggera e rilassata da permettere a qualcuno di sfilare la racchetta dalla tua mano. 
Una presa rigida rende più difficile reagire rapidamente, produrre colpi fluidi e imprimere rotazione. Con una presa rilassata puoi compensare e adattarti meglio alle piccole differenze tra i vari colpi dritto/rovescio e il fondamentale servizio; quando spingi hai migliori sensazioni, senti meglio la pallina e riesci a generare molto più spin. Tutto funziona meglio quando hai una presa più leggera.

5) La quinta cattiva abitudine è fare i servizi senza uno scopo ben preciso in testa.


Alcuni giocatori prendono semplicemente la palla e servono senza pensarci e poi sono davvero sorpresi quando la palla torna in un modo che non si aspettavano davvero.
Devi prenderti il tempo quando servi, respira, fai tambureggiare un pochino la pallina, pensa a che tipo di servizio stai facendo. Stai mettendo effetto inferiore nel servizio? Stai mettendo topspin nel servizio? Lo stai facendo corto o lungo?
Se ci pensi bene, comincerai a capire come è probabile che i tuoi servizi vengano restituiti dai tuoi avversari nella maggior parte delle risposte e anticipare una tua possibile reazione di attacco.
Puoi preferire servizi che si adattano molto meglio al tuo gioco.
Qualunque cosa tu faccia, abbi un piano a riguardo, non venire semplicemente al tavolo e mettere la palla in gioco senza pensarci, metti una strategia dietro di esso: quale servizio farai, dove devi recuperare, quale colpo idealmente vuoi giocare dopo. Poi inizerai a sviluppare un servizio molto più efficace e redditizio.

6) La sesta cattiva abitudine è palleggiare le palle lunghe. 

Il tuo avversario ti dà un po' di backspin, un taglione lungo e invece di attaccare, decidi di giocare in modo sicuro e di tagliare anche tu. Ora, cosa c'è di sbagliato in questo? Beh, va bene fino a un certo livello, puoi continuare a tagliare se vuoi, ma se vuoi davvero migliorare, se vuoi giocare a un livello superiore, ogni volta che il tuo avversario taglia lungo e quel secondo rimbalzo sta arrivando alla fine del tavolo, prova a fare un Top Spin. A mano a mano che svilupperai questo colpo, acquisirai più sicurezza e poi inizi a migliorare il tuo livello, inizi a battere giocatori contro i quali magari hai avuto difficoltà in passato. Richiede pazienza ed allenamento perciò inserisci nella tua routine di allenamento schemi di attacco su palla tagliata. E non ti scoraggiare se sbagli molti attacchi, piuttosto cerca di rivederti e capire dove sbagli.

7) La settima cattiva abitudine è il posizionamento prevedibile della palla. 

Quando giochi il tuo rovescio, se giochi sempre incrociato in quella direzione e quando giochi il tuo dritto, giochi sempre incrociato in quella direzione, diventa molto più facile per il tuo avversario sapere cosa stai per fare. Cosa dovresti fare invece? Beh, fai il contrario, varia il posizionamento della palla, cerca di essere meno prevedibile. Quando giochi il tuo rovescio, se vari tra giocare incrociato, lungo linea, al centro del tavolo, sarà molto più difficile per il tuo avversario prevedere cosa stai per fare. Stessa cosa sul dritto. Puoi giocare il tuo dritto incrociato, puoi giocarlo lungo linea, puoi giocarlo al centro. Sarai sorpreso di quanto sia efficace e di quanto più difficile il tuo avversario troverà giocare contro di te.

8) E infine, l'ottava cattiva abitudine, probabilmente la più comune tra i giocatori di tennistavolo amatoriali: stare troppo alti. 


Quando stai troppo alto, è più difficile muoversi da un lato all'altro, è più difficile attaccare le palle con effetto inferiore, è più difficile mettere molta energia dinamica nei tuoi colpi, è più difficile muoversi in avanti, è più difficile muoversi all'indietro. Molte delle ragioni per cui finiamo per giocare male a tennistavolo sono spesso legate all'inizio di stare troppo ritti sulle gambe.
Ok, cosa dovremmo fare invece? Beh, dobbiamo metterci in una posizione corretta per il tennistavolo, dobbiamo abbassarci molto di più, dobbiamo piegare le ginocchia, inclinarsi in avanti, fare quei piccoli passetti di piedi, correzioni di posizione continue e rapide. Se mantieni una posizione più bassa, è molto più facile muoversi da un lato all'altro, fare attacchi in loop sui tagli. Ottenere molta più energia nei tuoi colpi diventa più agevole, tutto il tuo gioco aumenta di livello. Quindi, se ti ritrovi a giocare troppo alto, cattiva abitudine, prova ad abbassarti, piegare le ginocchia, poi scoprirai che puoi giocare molto meglio a tennistavolo.

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Andiamo oltre le prime otto cattive abitudini e proseguiamo aggiungendone altre, oppure evidenziare i più comuni difetti che in base alla mia esperienza di gioco ho sperimentato sia su me stesso che sugli altri ed ispirandomi a tutorial vari o altri fonti reperibili in rete con buoni suggerimenti come il seguente, autore Alex Horscroft:

9) Giocare troppo vicino o troppo lontano dal tavolo. 

La gestione delle distanze è un aspetto trascurato del tennistavolo, quindi non c'è da meravigliarsi se i principianti tendono a stare troppo vicini al tavolo.
Il vantaggio di stare vicino è che rende più facile raggiungere le palle che rimbalzano corte. Tuttavia, rende molto più difficile restituire le palle lunghe che rimbalzano in profondità oltre la linea di fondo. Pertanto, stare troppo vicino al tavolo è assolutamente da evitare.

Qual è la distanza giusta dal tavolo? Rispondere compiutamente a questa domanda è difficile poiché coinvolge soprattutto lo stile di gioco. Ad esempio un difensore tende ad allontanarsi dal tavolo per eseguire meglio i colpi di chop e un bloccatore stare vicino per anticipare i colpi. 

Quindi la distanza ideale dipende da molti fattori, ma in linea di massima per trovare una posizione media, di base basta allungare il braccio della racchetta fino a toccare il tavolo, come nella figura qui sopra. 

Abituati a fare piccoli passi e adattare la tua posizione. Cerca di capire quando sbagli se la causa è il tuo cattivo posizionamento rispetto al tavolo e ricorda che è molto più facile fare un passetto avanti che un passo indietro.
- Stai con i piedi distanti tra 1 e 1,5 larghezze delle spalle
- Piegati leggermente sulle ginocchia
- Inclinati in avanti e posiziona la maggior parte del peso sulle punte dei piedi
Posiziona la racchetta davanti a te ad un angolo neutro con un'inclinazione del gomito di 45 gradi"

10) Cambiare troppo spesso l'attrezzatura. 


Non si può negare l'importanza della tua racchetta, con una racchetta economica non puoi eseguire una varietà di colpi accettabile. Non puoi imprimere il corretto spin. 

La racchetta ideale è quella con cui ti trovi meglio ad esprimere il tuo gioco e ti permette di eseguire i tuoi colpi migliori. Superato il livello principiante potrai sentirti sconcertato a notare così tante differenze tra i materiali: gomme e telai e soprattutto le infinite combinazioni possibili. 
Ritenere che solo cambiando racchetta si può migliorare, è un grosso errore che moltissimi giocatori fanno. 

Il tennistavolo richiede precisione, affidabilità e fiducia nell'attrezzatura. Queste qualità si affinano con la pratica regolare e l'abitudine a sfruttare le potenzialità della tua racchetta. Continuando a cambiare, o cambiare troppo spesso solo per il gusto di cambiare ti ritroverai a sbagliare molti colpi che invece potresti fare affinando meglio la tua tecnica con la racchetta che hai.

Conosco diversi giocatori che variano frequentemente tra una racchetta più veloce e una più lenta, lottando per capire se preferiscono maggiore velocità o un controllo più elevato. Il loro gioco ne soffre e si fanno prendere dai dubbi. Molte volte li vedi incolpare il materiale, mentre in realtà il problema principale è la tecnica incorretta.

Trova una combinazione telaio/gomme racchetta che ti piace e mantienila. Questo ti assicurerà di non doverti costantemente mettere in dubbio. 
Quando decidi che è il momento di passare a una nuova racchetta o gomma, dedica un buon tempo per imparare le differenze prima di giocare partite importanti.

Ho già dedicato all'argomento attrezzatura alcuni post specifici di cui ti allego qui sotto uno dei link da cui partire:

Considerazioni su racchette e altro

11) Non dedicare abbastanza tempo ad allenare specificatamente il servizio e la risposta al servizio. 


I servizi e la risposta ai servizi fanno parte dei fondamentali del tennistavolo. Ma non si allenano abbastanza perchè ovvio è più divertente giocare e fare partite!

Se vuoi progredire nel gioco e migliorare bisogna dedicare tempo a perfezionare i servizi e migliorare nelle risposte Ogni scambio inizia con un servizio e hai possibilità di decidere l'inizio di metà di essi. 

Spesso la differenza tra vittoria e sconfitta la fanno i servizi!

Pertanto, dovresti dedicare una buona quantità di tempo a perfezionare i tuoi servizi durante gli allenamenti. Variare l'impugnatura solo durante il servizio per permettere al polso di ruotare meglio e imprimere così più effetto, selezionare i servizi più efficaci per te applicando una strategia di attacco su terza palla, saper effettuare servizi corti, lunghi, esce-non- esce, saper variare il posizionamento della pallina. Imparare a leggere l'effetto in arrivo e rispondere in conseguenza sono tutte abilità da sviluppare per cui occorre tempo. 
E' anche molto importante trovare sparring disponibili che possano allenarti con te e darti consigli utili al riguardo.

Dedica quindi del tempo specifico per sessione ad allenare i tuoi servizi. Prova a variare l'effetto, la velocità e il piazzamento, poiché la variazione è la chiave per migliorare il servizio.

Ho già dedicato al servizio un post specifico di cui ti allego qui sotto il link:

L'importanza del servizio nel tennistavolo

12) Non sforzarsi ad individuare e migliorare le proprie aree deboli del proprio gioco. 

Molti giocatori trascurano le proprie aree deboli in cui devono migliorare facendo degli esercizi e schemi specifici. Specialmente i principianti non sanno riconoscere i propri punti deboli ei trascurano del tutto gli esercizi. Non saper lavorare sui propri punti deboli rallenta notevolmente il miglioramento del proprio gioco.

La priorità dovrebbe quindi essere: identificare le proprie aree e colpi deboli, concentrarsi su queste chiedendo consigli ai tecnici o giocatori più esperti su come migliorarsi e allenarsi efficacemente soprattutto su questi.

Identifica almeno un partner di gioco, allenatore o tecnico valido con cui confrontarsi per migliorare. Aiutati filmando i tuoi allenamenti e partite e rivedendoti cerca di capire dove insistere per migliorare.

Questi accorgimenti ti aiuteranno a completere il tuo gioco e ti renderanno meno vulnerabile durante le partite.

Ho già dedicato a questo argomento alcuni post specifici di cui ti allego qui sotto alcuni link:

Prima fase: riconoscere i propri errori.html


13) Colpire la pallina con la scelta di tempo sbagliata.


Errore comune è non colpire la palla al punto giusto, Potresti non rendertene conto, ma ogni colpo ha un punto di contatto ottimale diverso. I loop e i topspin, ad esempio, si colpiscono meglio nel punto più alto del rimbalzo o appena dopo. I blocchi, invece, si prendono molto prima, mentre la palla sta salendo (almeno di solito!).

Molti principianti non prestano attenzione al punto di traiettoria in cui colpiscono la palla (scelta di tempo o timing). Questo è dovuto principalmente ad una scarsa conoscenza tecnica oppure anche ad una limitata mobilità di gambe che li fa arrivare male sul colpo.

Anche i giocatori più bravi commettono errori, proprio perché quando il gioco diventa più veloce, non riescono ad applicare il timing giusto. 

Un errore frequente tra i principianti e tagliare sotto la pallina troppo presto, prima che scenda. Nei flick si dovrebbe anticipare, ma nei tagli durante gli scambi sarebbe meglio aspettare, almeno così consigliano i maestri.

Concentrati quindi nel colpire la palla quando ti sembra naturale farlo. Per i colpi d'attacco con topspin, il punto più alto del rimbalzo è di solito il punto ottimale. Quando blocchi, ti consiglierei di prenderla prima, mentre la palla sta salendo, e per il backspin, prendila appena la palla inizia a scendere.

Ho già dedicato al servizio un post specifico di cui ti allego qui sotto il link:

14) Debole gioco di gambe e di piedi (footwork).


Sviluppare un buon gioco utilizzando bene gli arti inferiori non è un compito facile, ma almeno cercare di migliorarsi non dovrebbe essere così difficile. 

Molti principianti sono, per così dire, "bloccati nel fango", e la maggior parte non se ne rende nemmeno conto. Invece di muovere i piedi nella posizione giusta, si allungano per prendere la palla (ne ho già parlato prima come cattiva abitudine al punto 1). Di conseguenza, la qualità dei loro colpi ne risente.

Con le braccia quasi completamente estese, sei piuttosto limitato riguardo a come puoi colpire la palla. Stando nella posizione corretta, hai molte più opzioni a tua disposizione.

Per abituarti a muovere meglio le gambe e i piedi esegui degli esercizi mirati anche fuori dalla palestra come ad esempio scatti ripetuti e veloci, passi laterali, passetti in avanti e indietro. 

15) Non riscaldarsi prima degli allenamenti o riscaldarsi troppo poco e male.

Riscaldarsi un po' prima degli allenamenti (bastano anche solo cinque/dieci minuti di esercizi fatti bene) aiuta non solo a prepararsi e giocare meglio le partite, ma anche ad evitare infortuni e malesseri vari con l'insorgere del tempo e l'età.

Attivare il corpo e renderlo pronto a reagire è estremamente importante in tutti gli sport e particolarmente nel tennistavolo che è molto veloce.

E poi bisogna riscaldarsi al tavolo facendo la giusta progressione di esercizi partendo da scambi di dritto e rovescio incrociati che sicuramente conosci. Le partite si incominciano solo dopo aver attivato bene tutte le parti del corpo e richiamato tutti i colpi fondamentali.

Molti giocatori nei tornei sbagliano la prima partita perché non si preparano bene e a sufficienza sia nella ginnastica preparatoria iniziale che nel riscaldamento al tavolo. Il tempo minimo di allenamento necessario per "entrare in palla" varia da un giocatore all'altro e in base all'età, ma non dovrebbe mai essere complessivamente inferiore alla mezz'ora.

Riscaldarsi con stretching e simili è importante prima e dopo le sessioni di gioco, ma ciò di cui dovresti preoccuparti di più sono gli esercizi di riscaldamento. Solo dopo questa fase potrai dedicarti agli esercizi specifici e agli schemi in base agli obiettivi della giornata; le partite solo alla fine.

Inizia quindi le sessioni con tiri controllati incrociati, dritto contro dritto e poi rovescio contro rovescio. Successivamente, puoi passare agli attacchi alla terza palla e ai loop contro blocchi se sei un giocatore già evoluto.

Ho già dedicato a questo argomento alcuni post specifici di cui ti allego qui sotto alcuni link:



16) Scarsa comprensione degli effetti (spin).


Prendere familiarità con l'effetto non è un'impresa facile. Questo è principalmente perché nessun altro sport con racchetta si avvicina all'effetto generato dal tennistavolo, quindi i nuovi giocatori devono imparare quasi da zero. Soprattutto per i principianti all'inizio è sconvolgente rendersene conto!


Alcuni principianti di fronte ad un servizio con molto effetto non riescono a capirci nulla e buttano la palla fuori dal tavolo. Altri si scoraggiano. La buona notizia è che la comprensione degli effetti si può migliorare col tempo, a patto che ci si sforzi di capire i concetti di base e ci si applichi facendosi aiutare dai consigli dei giocatori più esperti. 

Non solo è importante riconoscere gli effetti, ma anche imparare a generarli come, quando e quanto si vuole! Effetto laterale, effetto inferiore, effetto superiore, palla piatta senza effetto, sono tutte varianti che si dovrebbero padroneggiare prima possibile. 
Esercitati nel "brushing" o spazzolamento della pallina con la gomma liscia standard. Facendo un contatto leggero, fai sì che la palla acquisisca alta rotazione piuttosto che velocità elevata. Una presa leggera e un polso sciolto aiutano molto in questo. Quando diventi più bravo, prova a usare maggiore accelerazione nel punto di contatto gomma/pallina. È più difficile perché devi essere preciso, ma è quest'azione che genera il maggior effetto.

Dedicate quindi un po' di tempo a imparare come funziona l'effetto. Un buon modo per identificare l'effetto sulla palla è osservare dove inizia e finisce la racchetta del tuo avversario nel momento preciso dell'impatto con la pallina. La direzione iniziale del movimento è dove dovresti mirare per compensare ad esempio un effetto laterale. 

Ad esempio, un movimento da sinistra a destra (dal tuo punto di vista) produce un effetto laterale che spinge la palla a cadere più a destra e quindi dovrai mirare a sinistra (lato da cui parte il movimento) oppure compensare con l'angolo della tua racchetta.

Per il momento evitiamo di complicarci la vita con le gomme puntinate, che sono tutto un altro capitolo di questo sport. Parti bene ad identificare gli effetti soprattutto nei servizi con le gomme lisce standard e a reagire di conseguenza.

17) Poca o nulla preparazione mentale prima di un incontro.


(Questo suggerimento è stato fornito dall'utente @Max di Milano, iscritto al forum tennistavolo: Forum tennistavolo italiano, che ringrazio per il contributo).

Una cattiva abitudine è quella di non prepararti mentalmente prima di una partita.

Se infatti usi i primi 4-5 punti per "prendere le misure" ed "entrare in partita" vuol dire buttare il primo set.

Per esempio arrivi trafelato poco prima dell'inizio dell'incontro al termine di una giornata lavorativa con la testa altrove e usi i primi cinque minuti dell'incontro per capire da che parte sei girato.

Non è il massimo; se possibile entra mentalmente in partita mentre ti prepari la borsa, mentre esci di casa, mentre vai in palestra. Quando metti piede in campo, mentalmente stai già giocando.

Se possibile informati sullo stile dell'avversario, cerca di vederlo giocare se non lo conosci e almeno cerca il suo punteggio FITET.

Tanto prima riesci a prepararti mentalmente alla competizione, meglio è.

18) Troppa fretta e ansia nella gestione della partita.


Troppe volte ho visto compagni di squadra e altri giocatori incappare in questa malsana abitudine di avere troppa fretta e cercare di chiudere troppo velocemente il punto, fare servizi insensati e senza scopo al proprio turno, giocare quasi in apnea senza sfruttare le pause concesse (asciugarsi il sudore ogni sei punti, cambio di campo al termine di ogni game, un time out per incontro) per riflettere sul gioco che si sta facendo.

Mi vedo dall’angolo che suggerisco al mio compagno di rallentare il ritmo, respirare profondamente tra un punto e l’altro, aspettare un attimo prima di effettuare il servizio, manco la pallina gli scottasse tra le mani!

Soprattutto se si è in svantaggio bisogna usare bene il tempo tra un punto e l’altro. 
"TESTA, TESTAAA!"

Capisco se state vincendo e volete forzare il ritmo, ma se invece siete voi in svantaggio, RALLENTATE e RAGIONATE!

Qualcuno l’ha giustamente definita “partita invisibile” quella che si svolge tra un punto e l’altro, perché non sfruttarla a nostro vantaggio?

Ecco alcuni esempi di riflessioni che potreste fare in quei secondi preziosi che vi potete ritagliare tra un punto e l’altro:

1) Il prossimo servizio lo piazzo corto sul dritto con effetto inferiore e mi preparo ad attaccare.
2) Il suo punto debole è il rovescio, “DEVO INSISTERE SUL SUO ROVESCIO”.
3) Sto perdendo, devo cambiare qualcosa nel mio gioco, provo a giocare qualche palla corta e tagliata.
4) Vediamo come mi attacca la prossima palla tagliatissima che gli lancerò lunga sul dritto, forse la mette in rete.
5) Devo muovermi di più con le gambe per arrivare bene meglio sui colpi.
6) Ha preso una retina, che fortuna, ma non mi abbatto, pensiamo al punto successivo.
7) Ricordati che sulla sua puntinata lunga devi giocare un taglio e un top, un taglio e un top, battere piatto lungo sul suo rovescio, così mi torna una palla facilmente attaccabile.
8) Devo sfruttare la pausa ogni sei punti per asciugarmi il sudore, così gli spezzo il ritmo e riprendo fiato.
9) Devo avere più fiducia e usare il mio rovescio per attaccare, non per tagliare, visto che palleggia meglio di me.
10)  Varia il posizionamento della pallina, non vedi che incroci sempre? Sono troppo prevedibile.
11)  Devo utilizzare di nuovo quel mio servizio perché prima ha già sbagliato la risposta.
12)  Questo è bravissimo a palleggiare, ma poco mobile, proviamo a giocare sugli angoli.
13)  E’ un bloccatore, gioca vicino al tavolo, proviamo a fargli servizi corti e farlo muovere.
14)  Devo chiedere timeout, bere acqua e resettare.
15)  Sto facendo troppi errori devo attaccare soprattutto sulle palline più facili e alte, su quelle basse con molto effetto meglio di no.
16) Ecco che si prepara ad effettuare un servizio lungo, adesso gioco di anticipo lo fulmino!

Ecc… Ecc…

Soprattutto se siete in svantaggio o giocate contro un avversario più forte, fate quello che potete per allungare nei limiti del consentito i tempi tra un punto e l’altro e sfruttate questi preziosissimi secondi per riflettere  e organizzare le tattiche migliori da adottare nei punti successivi. I punti passati sono passati, amen. Concentriamoci sul prossimo punto, uno alla volta. 

Insomma il messaggio è: la partita si gioca anche con la testa, ricordatevi di respirare (!) e riflettere, non state correndo i cento metri piani.


(CONTINUA...)

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