IL MIO METODO

Il mio metodo di allenamento si regge su tre cose: criteri quantitativi, criteri qualitativi e miglioramento continuo. Qui sotto provo a spiegare cosa significa in pratica, così sapete cosa aspettarvi se venite ad allenarvi con me — o se applicate quello che scrivo sul blog.

Non sono un campione, ma so ascoltare molto e adattarmi ai vostri obiettivi

Sgombriamo subito il campo: al tavolo non sono un fenomeno. Quello che so fare è insegnare, e lo so fare perché l'ho fatto di mestiere per metà della mia vita professionale, in campi tecnici dove un errore di comunicazione si paga. Gioco seriamente dal 2017, sono stato agonista dal 2021 al 2025 e continuo a formarmi prendendo lezioni da maestri di tennistavolo, studiando video su YouTube, leggendo pubblicazioni (libri podcast e siti specializzati) perché chi smette di studiare e non si aggiorna in breve tempo non avrà più niente da insegnare. Sulla base delle vostre condizioni (età, forma fisica) e vostri obiettivi (puro divertimento amatoriale, sano movimento, battere i colleghi di ufficio, affacciarsi per la prima volta all'agonismo) sono in grado di creare allenamenti personalizzati.

Il mio motto: miglioramento continuo

L'espressione arriva dai principi giapponesi di ricerca della qualità totale, che non riguardano solo lo sport. Tradotto in uno schema che dovreste imparare a far girare da soli:

Approfondimento e studio → applicazione pratica → correzione → verifica del miglioramento → consolidamento → e di nuovo approfondimento e studio…

Non è un ciclo che si chiude: si ricomincia daccapo a un livello più alto. Si può migliorare a qualsiasi età, sempre che il fisico regga, ovvio.

Qualità, non quantità

La cosa che conta in un allenamento non è quante ore ci si passa, ma cosa ci si fa dentro. Vanno allenati i colpi, i gesti, il lavoro di gambe, il ritmo, la scelta di tempo, la tattica, i riflessi — e parecchie altre cose. Solo un'applicazione continua e costante, unita a un allenamento efficace, produce risultati. Le partite infinite fra amici sono divertenti, ma servono a poco: a un certo punto finisce il ping-pong e inizia il tennistavolo che è una cosa apparentemente semplice, ma invece dannatamente seria per chi vuole migliorarsi.

Come lavoro con un allievo

Per prima cosa preparo una scheda specifica per ciascuno. In base agli obiettivi si stila poi un programma costruito su ripetizioni, schemi, cesti di palline, allenamento con il robot e sparring.

Allenare i giovani è più semplice, perché partendo da zero non hanno ancora costruito automatismi sbagliati. Con un adulto il lavoro è più duro: nella pratica libera fatta in precedenza si sono automatizzati gesti e colpi eseguiti male, e prima di ricostruire su basi corrette bisogna demolire le convinzioni sbagliate. Richiede pazienza da entrambe le parti, ma si fa.

Fin dove vi accompagno, ovvero conosco i miei limiti

Il mio compito è portare bambini e principianti assoluti almeno fino alla D3, cioè all'inizio dell'agonismo.

Poi c'è una regola che mi sono dato: quando un allievo comincia a battermi, non è più un mio allievo — diventa un mio pari. Ci vuole un certo tempo, sia chiaro. Da quel momento si gioca insieme per migliorare entrambi, e sono contento di indirizzarlo verso i maestri della zona che possono portarlo più in alto di quanto possa fare io. Sapere dove iniziano i propri limiti fa parte dell'insieme dei miei valori.

Lo specchio delle tue brame: ovvero perché insisto tanto sulle riprese video

Per quanto un tecnico valido vi dia consigli, niente è più utile che rivedersi. Il divario fra l'ideale pongistico che uno ha in mente e quello che il video restituisce è, di solito, la lezione più efficace della stagione. Basta uno smartphone su un treppiede, un po' di abilità nel computer, montaggio di video e soprattutto molto spirito autocritico guidato da un buon tecnico che capisce a colpo d'occhio i difetti, li annota, li fa vedere, spiegare e li fa correggere.

Da questa convinzione è nato uno strumento che oggi offro a chi lo vuole: un'analisi tecnica del vostro gioco a partire dai video delle vostre partite — stile e scelte tattiche ricorrenti, punti vincenti e come li costruite, errori più frequenti, punti di forza e di debolezza, con esercizi mirati. È un lavoro artigianale: per un video di venti minuti servono circa due ore fra visione, catalogazione dei punti, impostazione degli strumenti e stesura delle schede. Il conteggio e l'interpretazione li faccio io, colpo per colpo; l'intelligenza artificiale entra dopo, per organizzare e rendere leggibile il materiale. Non è un bottone magico.

Una cosa che ripeto sempre: il materiale non risolve i problemi tecnici

È forse il consiglio che ho dato e ripetuto più volte: non pensate che cambiando telaio e gomme il vostro gioco abbia una svolta. Un errore comune, soprattutto fra principianti e giocatori intermedi, è dare al materiale l'importanza maggiore: alcune volte si spendono centocinquanta euro per rimediare a un problema che sta nelle gambe o nella scelta di tempo. Meglio investire gli stessi soldi, o anche meno, per prendere lezioni e migliorare la propria tecnica.

Questo non significa che l'attrezzatura sia irrilevante — ci ho dedicato guide intere, perché una racchetta sbagliata rallenta davvero l'apprendimento. Significa che va scelta dopo aver capito che giocatore si è, non prima e non al posto di. Per questo, a chi mi chiede consiglio, prima lo metto alla prova al tavolo e vedo come gioca, impugna la racchetta, che colpi fa. Poi faccio qualche ora di lezione e verifico le sue conoscenze dei materiali: se non sa motivare bene le sue scelte, se non ha conoscenze specifiche sulle basi dei materiali, gli motivo che è prematuro comprare e gli spiego i fondamenti.

Gli strumenti che uso oggi

Al lavoro sul campo affianco da un paio d'anni strumenti di intelligenza artificiale, e quando capita lo dichiaro sempre. Li uso per leggere e tradurre quantità di materiale che a mano sarebbe impossibile setacciare — recensioni, forum stranieri, video didattici in lingua — e per organizzare le analisi in schede utilizzabili. La selezione, la verifica delle fonti e il giudizio finale restano miei. Se una fonte è debole lo scrivo, e se non ho una risposta certa preferisco dirlo piuttosto che inventarne una comoda. Fermo restando che la responsabilità di quanto faccio e scrivo è sempre e solo mia, non di AI.

Se volete allenarvi con me

Posso preparare schemi di allenamento personalizzati basati su questo metodo, schede per il servizio, esercizi specifici su riflessi e tempi di reazione, e l'analisi video di cui sopra. Le lezioni in palestra e il primo confronto per capire cosa vi serve non costano nulla; per il materiale su misura, che richiede ore di lavoro, esiste un tariffario che vi mando volentieri se me lo chiedete — per darvi un ordine di grandezza, costa meno di una singola gomma di fascia alta.

Scrivetemi a:
riccardotennistavolo@gmail.com

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