4 mag 2023

Eh già, ma la mia prima racchetta?

 

"Eh già ma, la mia prima racchetta?".
Ad un certo punto, voi stessi giocatori alle prime armi, oppure  genitori dei ragazzi miei allievi, dopo alcune lezioni, vi ponete la fatidica domanda:
"Ma adesso che racchetta compro?".

Domanda giusta a cui però troppo spesso si risponde in modo sbagliato, mentre invece si possono dare delle indicazioni  sensate.

Vedrò in questo post di dare alcuni riferimenti utili a principianti o genitori di ragazzi principianti che hanno seguito le mie lezioni e che sanno fare almeno i colpi fondamentali: scambio di dritto, scambio di rovescio, servizi vari.

Queste considerazioni valgono in generale per tutti i principianti che non si intendono di racchette, gomme, telai e che vorrebbero divertirsi subito con un’attrezzatura adeguata senza troppi fronzoli e senza spendere troppo.

Bisogna innanzitutto dire che una racchetta nuova, buona, di qualità durevole, personalizzata e costruita con materiali specifici in base allo stile di gioco costa almeno 120 euro di cui 70 per le gomme omologate ITTF (35 euro l’una) e 50 per il telaio.
(ITTF, International Table Tennis Federation è l’organizzazione mondiale che tra le altre cose definisce i regolamenti  dello sport tennistavolo).

120 euro è un limite massimo per un principiante che si accinge ad allenarsi con continuità in un circolo o palestra e che presumibilmente si iscriverà ai tornei o campionati, ma sono anche il minimo per un atleta che ha già esperienza di gioco e sa scegliere la composizione della racchetta in base al proprio stile di gioco.
La sfida economica per un principiante è spendere se possibile molto di meno di 120 euro e trovare  un buon attrezzo; anche perché potrebbe succedere  che dopo aver provato a giocare, dopo un po’ perda interesse.

Alla fine di questo post scoprirete che è possibile giocare bene con una racchetta nuova personalizzata a partire da soli 30 euro seguendo le mie indicazioni.

RACCHETTE PRE-ASSEMBLATE
In commercio esistono diverse racchette "pre-assemblate" ossia già fatte preparate, confezionate e complete: ne potrete trovare a partire da pochi euro fino anche ad oltre 100 euro, ma il primo problema non è il prezzo, ma che tipo di racchetta scegliere. Spesso sulla copertina della scatola è stampata la foto di un giocatore famoso, e l’espressione della tipologia della racchetta è codificata in stelle, da una a cinque in genere. Cosa significano le stelle?
In modo molto empirico e superficiale il numero di stelle indica la velocità, potenza, qualità. 
Più stelle ci sono migliore è la racchetta? Non si può dire in realtà perché ogni casa costruttrice fa riferimento ad una scala interna non universalmente codificata. Quindi lasciamo perdere le stelle come criterio oggettivo e andiamo oltre.

Se siete fortunati sono indicate  sulla confezione alcune caratteristiche: OFF; DEF; ALL ROUND, che rispettivamente indicano:
-OFF: Offensive (racchetta per giocatori offensivi, che amano i colpi forti e decisi, racchetta veloce rigida con grande rimbalzo della pallina).
-DEF: Defensive (racchetta per difensori, giocatori passivi attendisti che non amano prendere l’iniziativa, sono specializzati a difendersi dai colpi, bloccare la palla sul tavolo, palleggiare a lungo per cercare l’errore dell’avversario, racchetta lenta elastica con molto controllo)
-ALL ROUND: una via di mezzo tra OFF e DEF, in generale la racchetta preferita per iniziare e che io sicuramente consiglio ai principianti.

Comprare letteralmente a scatola chiusa una racchetta completa e sigillata trovata su Amazon oppure consigliata da qualche “Guru” del web, oppure esposta in bella mostra al grande magazzino non è la scelta migliore che potreste fare per i seguenti motivi:
1) Non l’avete provata, quindi una volta tirata fuori dalla sua confezione sarete voi che dovrete adeguarvi adeguarvi alla racchetta e non viceversa. Se è troppo veloce o troppo lenta ve la dovrete tenere oppure cambiarla.

2) Non sapete valutare quanto pesa, salvo che questo valore sia indicato sulla confezione. Ma anche se fosse indicato sapreste valutare un peso adatto? Per un bambino od un adulto? Sapete che una racchetta troppo pesante non va bene se non siete abituati? Magari non avete proprio idea di quanto pesa una racchetta tipica. Ve lo dico io: Una racchetta media pesa sui 180 grammi.
Non allontanatevi mai troppo da questo valore di riferimento. Le racchette più leggere di 180 grammi sono preferibili e hanno molti evidenti vantaggi specie per i bambini e per chi non ha muscolatura ben sviluppata o poco allenata.
Se volete approfondire l'argomento peso, ne ho scritto in un precedente post:

3) Non sapete valutare la qualità delle gomme: se sono durevoli, se sono omologate per i tornei, cosa rappresenta in realtà una stella, due stelle ecc...  Se non lo sapete, vi dovete fidare.

4) Non sapete come mantenere le gomme (le gomme si rovinano se non le pulite bene dopo ogni allenamento) di solito questi dettagli non li spiegano anche perché se usurate le gomme anzitempo dovrete comprare un’altra racchetta e il venditore ovviamente è contento.

5)Non avete ancora capito bene per che tipo di gioco va bene la racchetta, ci capite poco, magari la racchetta è per vostro figlio o un vostro amico e non li vedete giocare.

Io stesso ho fatto l’esperienza di acquisto di racchette complete pre-assemblate con l'obiettivo di spesa massima di 20 euro, proprio perché i genitori dei miei allievi mi chiedevano un consiglio. Le ho prese da vari fornitori on-line (in verità con 20 euro di limite c’è poca scelta) e il riscontro è stato deludente: appresi i fondamentali, con queste racchettine si fa ben poco. Vanno giusto bene per le poche primissime lezioni fino a che si capisce da soli che per imprimere alla pallina un buon effetto e velocità maggiori è necessario qualcosa di più performante. Se voi o vostro figlio vogliono provare tanto per provare OK, ma per continuare più seriamente bisogna passare ad altro. Per intenderci io faccio usare all’inizio le racchette con telaio di legno e gomme lisce da Decathlon che costano solo 2,5 euro.

Quelle racchette strane, fatte di plastica che pure vendono, usatele per modellare i castelli di sabbia sulla spiaggia!

Quindi il mio primo consiglio importante è
se proprio dovete comprare una racchetta assemblata (ad esempio solo perché nessuno ve ne presta una, o nel campeggio, in oratorio o in spiaggia non le vendono oppure quelle che ci sono sono tutte rotte, o chi vi dà eventualmente i primi rudimenti e lezioni non ne fornisce), spendete poco, massimo 20 euro. Il materiale del telaio deve essere legno, massimo cinque strati di cui due eventualmente di fibre composite (carbonio o fibra di vetro), possibilmente tipologia  ALL-ROUND (questa è l’unica cosa che importa “ALL ROUND”) fregandovene delle stelle. Iniziate a giocare così e divertitevi senza troppe pretese. Assolutamente da evitare il telaio solo di plastica.
 
Secondo consiglio importante: 
andate in un circolo, associazione o meglio ancora una scuola di tennistavolo della vostra zona. Sicuramente incontrerete qualcuno di buona volontà (meglio un tecnico FITET) che vi farà provare diversi materiali: parlategli e chiaritevi le idee sulle vostre caratteristiche e discutete con lui  i vostri obiettivi.

Al link qui sotto l'elenco delle scuole di tennistavolo:

Prendete qualche lezione, giocate o fate giocare gli interessati con il tecnico. Vedendovi giocare vi potranno consigliare che racchetta comprare.

Senza vedervi giocare, nessun tecnico serio vi potrà consigliare una racchetta personalizzata adatta al vostro gioco e ancora valida per la possibile evoluzione futura del vostro gioco.

Senza vedervi giocare, qualunque cosa usiate potrebbe andare bene, ma più spesso male (troppo pesante, troppo veloce, troppo lenta...)

Terzo consiglio importante: 
se siete disperati e non sapete a cui rivolgervi, se abitate a Torino o in zona limitrofa contattatemi: possiamo vederci, fare delle prove giocando nella palestra della nostra associazione, vi posso fare provare diverse racchette che personalmente assemblo acquistando il materiale sciolto, così non dovete preoccuparvi voi di telaio, gomme, colle e nastri. Oppure invitatemi da voi e io sono disponibile ad organizzare un incontro, vedo come giocate  e vi aiuto nella scelta.
Questo è un servizio che faccio volentieri ai miei allievi (ragazzi o principianti assoluti). Le racchette che preparo le vendo al prezzo di costo perché così siamo tutti contenti: voi risparmiate e  avete una racchetta adatta alle vostre caratteristiche e io so che cosa potete fare con quella racchetta che vi metto in mano. Quando poi  progredirete nel gioco allora ragioneremo insieme dove, come e cosa cambiare e migliorare.

MEGLIO LE RACCHETTE PERSONALIZZATE (CUSTOM)
Siccome nel tempo ho acquisito l'abilità di assemblare racchette personalizzate mettendo insieme i componenti specifici in base alle caratteristiche di gioco posso abbinare telai selezionati già pronti con le gomme più adatte.

Non sono ovviamente l'unico a fare questo tipo di assemblaggio: bastano tanta esperienza di gioco, conoscere e selezionare le varie caratteristiche dei materiali, saper consultare, scegliere e ordinare tra i fornitori on-line e infine un minimo di abilità manuale. 
Tantissimi giocatori esperti sanno assemblare le proprie racchette personalizzate.

Esiste una varietà pressoché infinita di combinazioni telai+gomme ed è importantissimo iniziare in modo giusto. 

I telai sono costituiti da strati di tipi diversi di legno incollati tra loro o con aggiunta di fogli di materiali compositi, carbonio o fibra di vetro.
In questo modo i costruttori variano l'elasticità del telaio che è fondamentale adattare al proprio stile di gioco: per attaccanti sono consigliabili telai più rigidi che danno più velocità, per i difensori meglio telai più elastici che danno più controllo.
Le gomme possono essere lisce, ossia con i puntini rivolti all’interno (per attaccanti, per difensori, per giocatori allround), gomme puntinate, ossia con i puntini di gomma rivolti all’esterno: puntini lunghi corti o medi (se ad esempio il colpo dritto o il rovescio avete difficoltà ad eseguirlo con sicurezza, oppure volete giocare con più variabilità per sorprendere l’avversario). 

La selezione se volete la faccio io per voi: il disagio di scegliere il materiale più adatto non sarà più un problema e se dopo le prove qualcosa non va io sono sempre disposto a correggere e cambiare qualche dettaglio.

I prezzi: come ho detto non voglio guadagnarci, ma il minimo è 30 euro per una racchetta decente nuova con due gomme lisce. 50 euro minimo per una racchetta nuova con gomme approvate ITTF valida per competizioni ufficiali.

Se avete attrezzatura adatta e abilità manuale sareste magari in grado di assemblare da soli telaio e gomme; potremmo quindi ordinare insieme il materiale e, se necessario, vi aiuto volentieri come fare. 

Inoltre vi posso insegnare anche come fare a pulire bene le gomme, utilizzando i prodotti più adatti. Basta usare un panno giusto che non lascia residui, tipo quelli in finta pelle di daino e un po’ d’acqua, asciugare poi molto bene.

Ripeto: SENZA VEDERVI GIOCARE NON E' SERIO DA PARTE DI NESSUNO DARE INDICAZIONI PRECISE, NE’ CONSIGLI DI ACQUISTO DI RACCHETTE PERSONALIZZATE. 
Piuttosto seguite il mio primo consiglio e compratevi una racchetta pre-assemblata qualsiasi sotto i 20 euro ALL-ROUND tenendo ben presente tutti i limiti precedentemente esposti.

Se avete ulteriori domande contattatemi in privato mandando un'email all'indirizzo:
riccardotennistavolo@gmail.com


Questo post completa e aggiunge ulteriori elementi ai precedenti sullo stesso argomento, cliccare sui link qui sotto per aprirli:


esempi tipici di telai multistrato



Tipici esempi di gomme lisce

Esempio gomma lunga puntinata
By Awsomaw - Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=92011093


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29 nov 2022

Un esempio di promozione del tennistavolo a Torino

 

Le piccole società dilettantistiche ad esempio la mia prima società in cui ho militato, A.S.D.T.T. Pierino Mazzetto, ma più in generale le piccole associazioni senza fini di lucro possono andare in difficoltà per una serie di motivi, in primis l’aumento dei costi, la mancanza di ricambio di nuovi soci, l’assenza di volontari trainanti.
Io racconterò adesso la storia della  nostra società Pierino Mazzetto degli anni 2020-21-22-23, sperando di dare spunti di riflessione a chi gestisce società simili al fine di un rilancio, che come vedremo nel nostro caso ebbe successo.

Prima della pandemia da Covid19 la nostra palestra era aperta due sere la settimana con 6 tavoli, avevamo prevalentemente solo soci agonisti, età media 55 anni. 
Squadre militanti nella serie D1/D2/D3 del campionato regionale. Diciamo che in palestra ci stavamo larghi, eravamo un gruppo di amici che si divertivano e tutto sommato ci andava bene così.

Durante la pandemia iniziata nel 2020, come avvenuto in molte altre piccole società, diminuì la frequentazione della palestra e alcuni soci non rinnovarono l'iscrizione. 

Data l’età degli iscritti non più verde, si capiva che continuando così non ci sarebbero state buone prospettive per il futuro. A parte le chiusure forzate per il lockdown si capiva che stavamo entrando in una fase di declino e diverse sere, anche quando consentito, nessun socio si presentava agli allenamenti.


Conscio della situazione, d’accordo con il presidente decidemmo di organizzare una riunione dei soci a giugno di quest’anno, prima delle vacanze estive in cui proposi alcune idee per il rilancio della società e che vennero accettate dalla maggioranza.

In sintesi decidemmo di:

-Aderire al progetto “Racchette in classe” a partire da settembre di quest’anno, per diffondere il tennistavolo tra i bambini della nostra scuola. Il completamento di questo progetto secondo il programma stabilito dalla FITET ci consentirà  di entrare a breve nell'elenco delle scuole ufficiali di tennistavolo.Scuole di tennistavolo

-Farci promotori di lezioni gratuite e organizzazione di tornei estivi presso alcuni parchi cittadini. (vedi fig. sotto della locandina). 



-Sempre nei parchi all'aperto o vicino alle università in corrispondenza dei tavoli da ping pong mettere qualche cartello con annunci  sulle attività svolte dalla nostra associazione con dei riferimenti (indirizzi e-mail, non numeri di telefono).



-Metterci su google maps, che è un potentissimo strumento per farci trovare da chi vuole praticare il nostro sport.

-Metterci su Facebook, uno dei social media di riferimento, che consente di entrare in contatto con numerosi amici, trovarne di nuovi e pubblicizzare le nostre iniziative.


Solo grazie ai tornei nei parchi siamo riusciti ad avere una cinquantina di contatti interessati a praticare il tennistavolo. Non tutti questi contatti si sono poi concretizzati in nuove iscrizioni, comunque notevole conferma del fatto che se ben promosso il ping-pong attira la gente perché è uno sport divertente, economico e adatto a tutte le età.


Risultato: a fine novembre 2022, dopo solo pochi mesi dall'avvio di queste iniziative, il numero dei soci, simpatizzanti, aggregati che frequentavano la palestra raddoppiò. L’età media si abbassò notevolmente, includendo i bambini di nove anni, continuando con coppie marito e moglie e giovani entusiasti, principianti che desideravano prendere lezioni per migliorare nella tecnica e continuare a divertirsi in un ambiente sano, cordiale e leale, dove rispettarsi tutti, giocare tutti contro tutti, senza lasciare nessuno in disparte. 


Ricevemmo ogni settimana, grazie alla pubblicità fatta specialmente su Internet, diverse richieste di informazioni e richieste di prove di lezioni e di gioco.


Per fare fronte alle nuove richieste aggiungemmo un tavolo e una serata di allenamento e un pomeriggio di scuola dedicato ai bambini. 


Cosa fondamentale, riuscimmo a contenere i costi crescenti, suddividendo tra più soci le quote di associazione. Con le nuove risorse organizzammo altre iniziative di promozione e tornei.


L’obiettivo comune condiviso è la pratica e diffusione del tennistavolo, soprattutto tra i giovani.


La base di tutto è la passione. Serve poi anche impegno, dedizione, volontariato e una certa dose di fatica iniziale per far partire tutte le iniziative, ma vi assicuriamo che ne vale la pena!

 

24 nov 2022

La scelta della prima racchetta

 


Tutti i principianti che arrivano in società prima o poi arrivano a farmi la stessa inevitabile e implacabile domanda:
"Quale racchetta devo usare/comprare?"

Per quanto non mi ritenga un esperto di materiali, ho sufficiente esperienza per indirizzare i miei allievi alla scelta giusta dei materiali, non prima però di aver fatto un numero sufficiente di ore di lezione, averli visti giocare, averli visti come si muovono, capire che obiettivi hanno.

Ecco alcuni tipici tre errori da principiante:

- Senza chiedere consiglio a nessuno, si fanno attirare da foto di campioni sulla copertina delle racchette già assemblate trovate sui grandi magazzini oppure sui maggiori siti di vendita online (Amazon, Ebay ecc...) e spendono 50-70 euro per una racchetta sbagliata, quasi sempre troppo veloce e ingestibile per chi è alle prime armi.

-Acquistano una racchetta o un set di racchette di plastica per risparmiare (ORRORE! oltre che errore).

-Senza chiedere consiglio a nessuno, credendosi dei gran virtuosi e "fighi" si fanno una racchetta personalizzata, senza aver abbastanza competenze per scegliere telaio e gomme. Di solito sbagliano e acquistano telai estremi (OFF o DEF) e gomme per sentito dire o letto su forum di dubbia autorevolezza.

Intendiamoci, non sono peccati mortali, si fanno errori ben peggiori nella vita.

Ma perché buttare via i soldi quando avete a disposizione tecnici nelle società che potrebbero aiutarvi nella scelta della racchetta? Perché non prendete qualche lezione prima di fare la scelta della racchetta?

Ecco la contro-domanda a quella qui sopra:
"Per incominciare devo pur avere una racchetta, no?"

Ma certo cari che avete bisogno di una racchetta, però non spendete mai più di venti euro per la prima racchetta se siete dei principianti assoluti.

Meglio ancora, non comprate nulla, fatevela prestare dal tecnico della società a cui vi siete iscritti. Ogni tecnico che si rispetti (e io modestamente sono uno di questi) ha sempre tre/quattro racchette di prova nella borsa a disposizione per gli allievi principianti.

La prima racchetta con cui iniziate deve avere il telaio di legno (tre o cinque strati, strati, non stelle, strati, si contano gli strati osservando attentamente il profilo della racchetta). Inoltre le gomme devono essere lisce, capito, LISCE! di solito una di colore rosso e l'altra di colore nero e con uno strato di gommapiuma sottostante di tipo e spessore variabili.

Si inizia così. Col tempo quando si diventa più bravi e si migliora la tecnica si faranno scelte dei materiali più ragionate in base al tipo di gioco.

Quindi iniziate con una semplice racchetta vostra o prestata e cercate di migliorare la tecnica prendendo delle lezioni. Investire pochi euro per delle lezioni è la cosa migliore che un principiante possa fare, perchè così si evita di prendere delle brutte abitudini (gesti, movimenti, posture sbagliate) che sarà difficile correggere in seguito.
Certo si inizia a giocare in oratorio o al mare da piccoli con gli amici, OK, va bene, questo si chiama ping-pong, vi divertite? Sono contento per voi.

Se poi però volete fare sul serio e passare al tennistavolo iscrivetevi ad una società e cercate un tecnico, allenatore, o maestro che vi possa dare una buona impostazione. 
Tra l'altro la FITET impone dal 2023 a tutte le società affiliate di avere in staff un tecnico.

Un falso mito
Il falso mito dei principianti è la "Racchetta magica" che vi fa giocare meglio. 

Se siete dei principianti (poche storie fino a che non arrivate a competere almeno con un D3, il girone di esordio dei campionati regionali, siete dei principianti) dovete migliorare la tecnica prima di tutto, non spendere settanta euro per comprare una racchetta pre-assemblata!

La racchetta più importante che vi comprerete sarà quella che vi avrà indicato un tecnico che vi conosce e vi assemblerà (preferibilmente davanti a voi che assistete, così imparate una cosa nuova!) costituita da telaio+gomme approvate ITTF incollate con colla a base ad acqua, regolamentari). 

Costerà non meno di cento euro nuova. E' tanto? 

Con una racchetta di questo tipo giocherete minimo un anno. Vi allenate circa quattro ore la settimana, fanno circa duecento ore l'anno. Ebbene la racchetta vi costa la miseria di cinquanta centesimi l'ora. Direi che è alla portata di tutte le tasche, senza dubbio.
Se poi siete fortunati e volete risparmiare, considerate che ogni tecnico ha delle gomme seminuove e telai buoni di seconda mano lasciati in vendita dai soci che migliorando il proprio livello  dismettono i precedenti materiali in cambio di nuovi più adatti alle nuove caratteristiche di gioco. Questi materiali, a discrezione del tecnico che ve li rivenderà a prezzo ridotto, vanno benissimo per i principianti.

Spero che questo post vi sia servito ad orientarvi nella scelta della racchetta.

Questo post completa le importanti indicazioni fornite qui:
qui:
e qui:

Se siete dei principianti oppure dopo le letture dei miei post avete ancora dei dubbi sulla racchetta, inviatemi una mail all'indirizzo:
riccardotennistavolo@gmail.com
e cercherò di aiutarvi.
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Cari principianti, avete commesso gli errori di cui ho parlato sopra? 
Tranquilli, anche io li ho fatti e non me ne vergogno, purtroppo non avevo a disposizione un blog bello e ricco di informazioni utili come questo prima di commetterli...

Avete ulteriori considerazioni da fare?
Avete altri falsi miti?

Scrivetene qui sotto nei commenti...

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20 nov 2022

Perché le sfere rotanti (es: palloni da calcio e palline da ping-pong) curvano in aria?



Nel giugno 1986 ero uno studente squattrinato  di ventitrè anni alla facoltà di Fisica di Torino, e mi barcamenavo tra studi e letture di ogni tipo. Una delle mie preferite era l'inserto Tuttoscienze pubblicato ogni mercoledì sul quotidiano La Stampa.

Già allora avevo la penna fluida e mi piaceva scrivere e spiegare la scienza ai profani. Non ero tuttavia tra i migliori studenti, la sindrome della lavagna scura di ardesia mi colpiva durante gli orali e spesso mi impappinavo nei passaggi più complessi delle dimostrazioni.

Non ero un fisico teorico, sono sempre stato uno sperimentatore/divulgatore e mi piaceva sin da piccolo smontare gli apparecchi e rimontarli per capire come erano fatti.

Tuttavia la teoria serve eccome e quindi, pur soffrendo, alla fine riuscivo a riportare a casa lo scalpo, specialmente negli esami più difficili teorici.

L'Italia aveva vinto nel 1982 il campionato del mondo di calcio e in quei mesi dell'estate del 1986 si stavano disputando i mondiali in Messico.

Fresco di studi e appassionato di sport, tra una partita e l'altra un giorno cercai di spiegare perché alcuni calci di punizione avevano effetti strani e imprevedibili a causa della "forza di Magnus".

Scrissi quindi un articolo con la macchina da scrivere, ma soprattutto sia a mano sia aiutandomi con il normografo e usando la mitica rapidograph ad inchiostro di china disegnai degli schemi esplicativi senza i quali è impossibile capire il concetto. Spedii il tutto tramite posta ordinaria all'attenzione dell'allora direttore Piero Bianucci. 
(Per i giovani che mi leggono e non hanno capito alcuni termini delle ultime due  frasi, fidatevi, una volta era tutto più romantico e avventuroso di adesso!)

L'articolo piacque e fu pubblicato nell'inserto Tuttoscienze il 25 giugno 1986.

Qui il link diretto per chi non riuscisse a leggere la scansione:

(Ringrazio il quotidiano La Stampa che rende disponibile su internet parte dei propri archivi).

Mi ricordo che i telecronisti si affannavano a spiegare perché le traiettorie dei palloni nei campi di calcio in quota potevano subire variazioni rispetto agli stadi situati al livello del mare, ma ovviamente nessuno lo spiegò bene.
Lo feci io, ma siccome il mondiale era ormai alla fine, non ci fu il tempo di pubblicizzarlo come si sarebbe dovuto. Pazienza, comunque l'articolo mi fruttò 80 mila lire che spesi per comprarmi altri libri di cui avevo bisogno.

Oggi, 20 novembre 2022 iniziano i campionati del mondo in Qatar e ho voluto riproporre qui il mio articolo, a trentasei anni dalla pubblicazione.

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Approfondimento specifico per il tennistavolo.

Una pallina da ping-pong senza spin (effetto o rotazione impressa), ma in generale qualsiasi oggetto lanciato senza spin, ma con una componente di velocità orizzontale qualsiasi, in caduta libera disegna una traiettoria più o meno parabolica. Se non ci fosse l'attrito con l'aria la traiettoria sarebbe esattamente parabolica.
La forza di Magnus che si genera in aria solo quando la pallina possiede spin spiega perché nel tennistavolo il topspin, backspin e sidespin abbiano una traiettoria curva più complicata durante il tempo di volo della pallina

In assenza d'aria o in assenza di spin la forza di Magnus varrebbe zero e la traiettoria della pallina sarebbe modificata in volo dalla sola forza di gravità e quindi molto più intuibile, sempre e solo una semplice parabola ben esprimibile matematicamente.

Dalla luna in assenza di atmosfera, torniamo sulla terra, dove il tennistavolo si fa più interessante.
Per quel che riguarda il rimbalzo della pallina con effetto topspin, backspin e sidespin sul tavolo, questo viene modificato per effetto dell'attrito tra la pallina e il tavolo. 
La traiettoria successiva al rimbalzo assume una forma diversa dal caso in cui la pallina fosse senza spin e a seconda della quantità di rotazione si ottengono traiettorie più o meno arcuate, con tendenza a finire rispettivamente alte (ben sopra la rete) o basse (in rete) oppure di lato al tavolo dopo la ribattuta sulla racchetta del giocatore. 
Chi ribatte dovrà quindi tenere ben conto del tipo di effetto posseduto dalla pallina e correggere il tiro di conseguenza se non vuole perdere il punto. 
Non solo: per rendere più complicate le cose anche il tipo di gomma montata sulla racchetta (liscia o puntinata) genera ribattute diverse della pallina. 
Come? Ne ho parlato dettagliamente qui:

P.S  Se desiderate diffondere questo articolo, lo potete fare, attenendovi però alle regole sul copyright che ho spiegato qui:

Se vi è piaciuto questo post e avete capito finalmente l'effetto Magnus e come questo possa influire le traiettorie della pallina nel tennistavolo, scrivetelo nei commenti, mi farebbe molto piacere.
Grazie.
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19 nov 2022

Schema partita: attacco di dritto (topspin/schiacciata) contro difesa rovescio (block)

 


Per attivare gli automatismi che conducono ad utilizzare in partita alcuni dei  colpi fondamentali quali ad esempio: topspin, schiacciata e block utilizzo degli “schemi partita” particolari.

Su come utilizzare gli schemi partita avevo già iniziato a parlare qui:Migliorare l'apertura di rovescio (2)

Perchè bisogna attivare gli automatismi? Il tennistavolo è veloce, gli scambi (rallies, in inglese) in partita durano pochi secondi, non c’è tempo per pensare.
Gli automatismi servono ad associare a delle tipiche situazioni di gioco la giusta contromossa.
Alcuni semplici automatismi sono: Blocco contro Topspin o Blocco contro Schiacciata.
Faccio notare che io mi rivolgo essenzialmente agli allievi ex principianti che usano gomme lisce e tendenzialmente avviati ad un gioco vicino al tavolo.
So benissimo che altri stili di gioco più elaborati (difesa moderna in primis) effettuati magari con gomme puntinate o antispin utilizzano altri colpi di attacco/difesa,come ad esempio il block chop vicino al tavolo o chop, che se eseguito alla perfezione dalla media o lunga distanza è un’arma formidabile.
Uno di questi giocatori difensori moderni è ad esempio Joo Sae-hyuk, leggenda coreana. Cercate i suoi video su youtube sono molto interessanti. Come ad esempio questo:Joo Sae-hyuk
Come dichiarato nella mia scheda personale: Chi sono io mi limito ad insegnare ai principianti assoluti fino a portarli alla soglia dell’agonismo per poi farli evolvere da soli o con altri maestri.
Infatti io come semplice tecnico di base, di fronte ad un allievo che esprimesse interesse per un tipo di gioco difensivo e volesse specializzarsi nel gioco puntinata/choppatore  lo indirizzerei immediatamente a dei maestri in zona che sono molto più bravi di me in questo.
Questa premessa era doverosa, anche perché non voglio che qualcuno pensi che io sappia fare di tutto. Conosco bene i miei limiti.
Bene, torniamo allo schema iniziale oggetto di questo post.
L’obiettivo della partita è dunque fare punto nei settori diagonali indicati dalle frecce in figura (per giocatori destri) in cui chi attacca usa il dritto, mentre chi difende usa il rovescio.
-Partita agli 11.
-Serve solo chi difende. Sevizi elementari, non elaborati, perché il focus in questo schema sono solo i topspin, le schiacciate e i blocchi, nient'altro.
-I punti sono validi se e solo se si ottengono ciascuno per il proprio obiettivo: l’attaccante solo con topspin e schiacciata, il difensore solo con il blocco vincente.
-Il punto per essere conteggiato deve essere realizzato nel settore diagonale valido. Se il tiro finisce nel settore vietato, si ripete lo scambio. 
-Se il punto non viene ottenuto con l'obiettivo previsto, si ripete. (esempio l'attaccante mette in campo un palla molle di dritto e il difensore sbaglia. Oppure il difensore effettua un topspin di dritto vincente come risposta ad una schiacciata debole di dritto, oppure, ripeto, il tiro finisce nel settore vietato).
Una partita di questo tipo fa concentrare gli allievi su questi aspetti:
-Attivazione automatismi mentali attacco/difesa/attacco tipici: Blocco contro Topspin, Blocco contro Schiacciata;
-Precisione di tiro su un settore specifico diagonale;
-Corretta esecuzione di pochi colpi permette una verifica più accurata del gesto atletico specifico (lavoro di piedi, gambe, busto, schiena, braccio, avambraccio, polso, mano);
-Superare  la paura di osare l’attacco in partita, sviluppare e raffinare la tecnica del blocco vincente.
Io faccio alternare nel ruolo attacco/difesa la coppia di allievi più o meno dello stesso livello in modo da farli progredire in modo uniforme.

Questo schema è pensato per allievi entrambi giocatori destri, nel caso di un mancino si lavora di fantasia e si adottano varianti tipo difesa block di dritto, oppure attacco e difesa sui settori frontali anziché diagonali.
Altra variante possibile è l'aggiunta del controtopspin da parte del difensore. Bisogna già essere però bravi per questo colpo classificato come "livello avanzato", specialmente se eseguito di rovescio. Io ad esempio non lo so fare.
Per esperienza affermo che questa tipologia di schemi partita è assai efficace e fa progredire velocemente i miei allievi.
A questo punto chiedo ai miei lettori: applicate questi schemi durante gli allenamenti? Avete degli schemi o altre varianti di schema partita attaccante/difensore da suggerirmi?
Aspetto le vostre risposte e i vostri commenti. Grazie.
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17 nov 2022

Insegnare lo "spin" ai bambini

 


Insegnare tennistavolo, specialmente ai bambini, mi dà una soddisfazione particolare. 

La meraviglia o ammirazione che suscito quando riesco a fare capire qualche concetto difficile li fa esclamare: “OOH!” E qui io mi sciolgo.
Mi fa sentire il mago Silvan e il mago Zurlì, miei eroi della mia lontana giovinezza.

Prendiamo ad esempio il concetto di spin (effetto della pallina).

Non è facile insegnarlo bene, soprattutto alle bambine. Mentre ai maschi si regalano palloni da calcio appena riescono a stare in piedi sulle gambe, alle bambine il concetto di sfera rotolante è più difficile da capire. Invito quindi i genitori a regalare alle proprie figlie anche qualche pallone e qualche pallina, in modo da far loro capire questo fondamentale concetto.

La pallina da ping pong, non è infatti un punto materiale, ma una sfera piccola dal diametro 4 cm e peso di circa 3 g, ma pur sempre una sfera. 
A seconda del punto dove si colpisce, come la si colpisce e con che cosa la si colpisce  si ottengono effetti molto interessanti.

Quando ero piccolo, mi ricordo che vendevano i chewing-gum (“cicles”, si dice dalle mie parti) insieme alle “palline magiche”, ossia palline dalla gomma durissima che rimbalzano in modo molto strano e con cui perdevo delle ore giocando. Io regalavo i cicles ai miei amici e giocavo per delle ore con la palla magica. La cosa che mi affascinava di più era l’effetto che si poteva impartire; cambiava effetto ad ogni rimbalzo.

Dopo molti anni e un corso di “Meccanica razionale”  all’università ho poi capito il perché di questi rimbalzi, ma il fascino di giocare con queste palle magiche tuttora non mi è passato.

Ma torniamo alla pallina da ping pong. Alcuni bambini (maschi) basta che mi vedano una volta sola effettuare un colpo di backspin (effetto tagliato sotto effettuato tenendo aperto il piatto della racchetta, colpo secco di avambraccio) e lo ripetono senza esitazione.
Alcune bambine invece no, non c’è verso! Non capiscono e hanno estrema difficoltà a ripeterlo.

Allora ho ragionato, come posso aiutarle a farle capire? Non esiste proprio che non riesco a spiegare lo spin ad una bambina!

Mi sono inventato alcuni attrezzi e acquistato alcune cose, vedi figura qui sotto:



Prima avevo  cercato di evidenziare col  pennarello le due metà di una pallina da ping pong. Non ha funzionato, i pennarelli lasciano sempre il colore sulla gomma della racchetta e dopo pochi scambi mi trovavo rovinate sia la pallina che le gomme.
Allora ho acquistato delle palline bicolori e queste invece vanno bene. 

Fatele rotolare e rimbalzare davanti ai bambini ed otterrete il primo OOH di stupore!
Bene siamo sulla strada giusta, avete tutta la loro attenzione. Dategli la pallina bicolore, fateli giocare e fategli osservare come gira la pallina nelle diverse situazioni. 
Se poi volete esagerare date le prime nozioni di rimbalzo, forma parabolica, punto più alto della parabola senza usare la matematica, però!

Poi tirate fuori i due arnesi che ho costruito e che potrete replicare anche voi con un minimo di manualità.
Sono una palla da tennis e una pallina da ping pong su cui ho disegnato delle frecce, bucate da parte a parte con una punta di trapano e fissate tramite rondella, dado e controdado su una barra rotonda filettata diametro 3 mm. Questa sorta di “spiedino” di pallina lo farete girare davanti a loro in tutti i modi tra le mani in modo da fargli capire il concetto di spin.

Qualcuno usa anche un disco ricavato da un vecchio CD, ma il CD è un disco, non una sfera!
Avvicino poi questo attrezzo alla racchetta e gli faccio capire dove bisogna colpire la pallina per ottenere il tipo di effetto: effetto di sotto (backspin), effetto di sopra (topspin), effetto laterale (sidespin).
A questo punto siamo al secondo: OOH! e utilizzando le normali palline da ping pong gli faccio provare prima sul pavimento e poi sul tavolo finché non acquisiscono una discreta consapevolezza sia del gesto, sia del risultato.

(Tra l’altro questo attrezzo lo potrete riciclare insegnando agli adulti il concetto di inversione dello spin causato dalle gomme puntinate! Ne parlerò in altro post.)

Una fatica, ma ne è valsa la pena! Alla fine sono migliorati loro, ma sono migliorato anche io!

E poi un sorriso di un bambino compiaciuto per me non ha prezzo, lo so, mi ripeto, portate pazienza questa è una delle mie debolezze...

(P.S. I miei bambini allievi sono un po' più grandi di quello della foto di presentazione. Inizio infatti dalla quarta/quinta elementare: 9/10 anni, non prima).

Foto di copertina:Table tennis ace Jamie Myska-Buddell, aged 19 months, from Plymouth, Devon has become an overnight internet sensation after a short film was uploaded of him playing on Youtube. The video received 500,000 views in three days, and Jamie and his father have since appeared on "Good Morning America".Picture: James Dadzitis for South West News Service CREDIT: James Dadzitis for South West News Service


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